Terre-moti, di donne e di territori: “La casa di Bernarda Alba” a Sant’Angelo dei Lombardi

Pubblicità

Un pavimento da lustrare di continuo, quello di una casa che sembra profumare di bianco candore per mostrarsi sempre rispettabile e onorata. Si apre così “La casa di Bernarda Alba”, l’ultima opera di Federico Garçia Lorca portata in scena, a Sant’Angelo dei Lombardi, in Irpinia, da Femminile plurale nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia. Al bianco della casa si contrappone subito, nella scena successiva e con un fulmineo predominio, il nero del lutto e del soffocamento che, oltre ad essere il modo in cui sono abbigliate le donne della casa, per la morte del marito e padre, è l’emblema dell’aridità e dell’austerità, essenza caratteriale di Bernarda. Tutte donne in scena, con un continuo rimando alla presenza maschile, però non resa mai evidente.
In un contrasto di vita e di morte quindi, di bianco e nero si svolge la vicenda nella casa di Bernarda Alba laddove, in un modo ciclico e che ruota sempre su se stesso (sempre all’interno della casa, intorno allo stesso uomo) si genera quasi un vortice turbolento, di turbolenze femminili, che, a poco a poco, condurrà al dramma finale.
Bernarda è dispotica. Bernarda deve salvaguardare il candore della famiglia. Bernarda come un giudice incontestabile. Insieme a lei, le sue figlie saranno costrette ad osservare otto anni di lutto “per otto anni non entrerà il vento della via” come da una tradizione antichissima e ineluttabile “è stato così per me, per mia mamma, per mia nonna e lo sarà anche per voi”.
Destinate solo a tessere il corredo e le illusioni, con ago e filo, perché le sue figlie “il fidanzato non ce l’hanno e non ne hanno bisogno”, destinate, nei dettami della madre, ad essere morti viventi, sembra vivano rinchiuse in una gabbia o in una cassa, tra l’altro elemento centrale nella scenografia. Nell’angusto mondo di queste donne andaluse, nei loro caratteri e nelle spinte di emozioni certamente irrefrenabili, aleggia Amore, creando un contrasto tra Eros e Tanatos che condurrà al dramma finale. Donne dagli occhi sognanti, sguardi a volte stanchi, altre volte combattivi, quasi inferociti laddove anche i loro stessi nomi si fanno portavoce di un vivere che opprime e che uccide: Angustia e Martirio sono i nomi che risuonano maggiormente e quelli pregni di significato, quasi a ricalcare l’aria che si respira in casa.
Ad intersecarsi a queste scene, come in un accennato desiderio di rigenerazione, qua e là la presenza, in bianco di Maria Josefa, mamma di Bernarda: con lei si passa dal nero al bianco reso nei pensieri, negli abiti e nella scenografia. Questa donna, in là con gli anni ma fervida di vita, con due grandi desideri ‘vitali’: il matrimonio, quindi l’amore e il mare, quindi la vita. Lei è la libertà, la voglia di vivere, del mare quanto dell’amore, trattenuta, frenata e mutilata affinché non si compiano i suoi desideri.
Intanto fuori scorre la vita, quella a cui le donne di casa non possono partecipare. Ma le spinte vitali di Amore sono così potenti da portare all’innamoramento per Pepe il romano per ben tre figlie della dispotica Bernarda tutt’altro interessate ad osservare il lutto imposto dalla madre. La più giovane, la più bella e la più temeraria, innamorata perdutamente di Pepe, si darà alla morte, di verde vestita, quando per un equivoco, crederà morto il suo innamorato, per mano della stessa Bernarda.

“Una figlia che disobbedisce smette di essere figlia e diventa nemica”: Bernarda sarà interessata a salvaguardare più la purezza della figlia che a piangere la morte della stessa.
Moto dell’animo femminile, esplorati ed indagati con una sensibilità attuale che, come in una delicata e corrispondenza, vanno in scena in un luogo, Sant’Angelo dei Lombardi, che aveva duramente vissuto i moti tellurici durante il sisma dell’Ottanta e allora definito ‘capitale del terremoto’. Corrispondenze tra animo e territori, una simbiosi perfetta e un incontro che forse sta ad indicare quante e quali trasformazioni o cambiamenti avvengono dopo forti scosse, dove tutto, e nella donna e in un luogo, non è più come prima.