Nuova stagione di ricerche per Stabiae. Presentati i risultati di studi scientifici dei lavori dell’estate 2017

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La serata al Vesuvian Institute a Castellammare di Stabia, nata per ringraziare e salutare, prima della partenza, gli studiosi internazionali impegnati a Stabiae dal 15 giugno scorso, è stata l’occasione per presentare le novità scientifiche emerse da questi lavori. Sono stati presentati lo scavo e il restauro condotti in alcuni ambienti di Villa Arianna di Stabiae dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo e il progetto di digitalizzazione delle Ville sviluppato dall’Università del Maryland, studi realizzati con il coordinamento della Fondazione RAS e sotto la direzione scientifica del Parco Archeologico di Pompei.
Lo scavo, condotto sotto la guida del dott. Alexander Butyagin archeologo del Museo Ermitage e del dott. Paolo Gardelli, archeologo RAS e ricercatore dell’Università LMU di Monaco di Baviera, ha interessato una superficie di circa 44 mq in un settore dell’ambiente 71 di Villa Arianna. In una prima fase costruttiva probabilmente lo spazio svolgeva la funzione di corridoio o criptoportico che univa il settore del quartiere termale con una porzione della villa ancora da scavare. Al momento dell’eruzione, come dimostrato dalle ultime indagini, l’ambiente era interessato da interventi di rifacimento, per un probabile cambio d’uso. Già oggetto di scavo sia in età borbonica sia nei decenni passati, gli interventi delle ultime settimane hanno interessato i materiali di riempimento ancora presenti al suo interno per circa 1,70 m. Al di sotto dello strato di crollo del tetto è stato trovato il piano pavimentale costituito da un battuto di calce. Gli oggetti trovati provengono per lo più dallo strato di riempimento borbonico: frammenti ceramici, porzione di lucerne, intonaci dipinti, reperti metallici tra cui una chiave. Altri elementi lasciano presagire che al momento dell’eruzione del 79 la casa era in ristrutturazione, come evidenzia la presenza di alcune porzioni di mosaico non ultimato, la presenza di anfore con calce e un accumulo di laterizi tritati per la probabile esecuzione di un piano pavimentale in cocciopesto. Le pareti dell’ambiente erano costituite da superfici intonacate di bianco, i lavori di pulitura dei restauratori hanno permesso di mettere in evidenza numerosi graffiti numerali. Il restauro ha interessato anche le pareti degli ambienti 73, 74, 83. Questo progetto ha coinvolto un gruppo di dieci persone tra archeologi, restauratori, studenti.
“Abbiamo scavato metà dell’ambiente trovando tanti elementi significativi per approfondire la conoscenza di questa Villa – racconta il dott. Alexander Butyagin – continueremo il resto l’anno prossimo. Sono otto anni che vengo a Stabiae e ogni anno è una nuova grande esperienza per me come studioso, e per l’archeologia russa”.
L’Università del Maryland, invece, dal 2011 si è occupata di sviluppare un progetto finalizzato alla realizzazione di un rilievo tridimensionale ad alta precisione di tutte le strutture architettoniche di Villa Arianna, del Secondo Complesso, di Villa San Marco, della Domus Panoramica. In particolare si tratta di rilievi architettonici in 3D con teodolite finalizzati allo sviluppo di un “wire frame drawing” dettagliato (disegno digitale lineare in 3D) che sarà utilizzato per futuri modelli LiDAR. Quest’anno, il lavoro diretto dal professore di architettura dell’università del Maryland R. Lindley Vann, ha riguardato in particolare Villa S. Marco con il coinvolgimento di 12 tra studenti e docenti. Il primo modello ricostruttivo di Villa Arianna, e probabilmente anche di Villa San Marco, è atteso entro quattro anni.
“Noi – racconta il Coordinatore generale scientifico RAS Thomas Noble Howe – siamo una Fondazione che coordina gruppi internazionali, ognuno dei quali ha portato e continuerà a portare contributi in termini di risorse umane, tecnologiche ed economiche. In dieci anni di lavoro di coordinamento RAS sono arrivati a Stabiae circa 6 milioni di dollari, grazie al contributo di 35 enti universitari”.
Durante la serata si è discusso anche del lavoro sugli Horti di Villa Arianna, che negli ultimi dieci anni ha coinvolto 12 università europee e statunitensi in un’attività scientifica che culminerà nel prossimo autunno con la presentazione della sua pubblicazione nella collana “Quaderni di Studi Pompeiani” dell’Associazione Internazionale degli Amici di Pompei.
“L’evento di stasera – racconta il Consigliere delegato RAS Nicola Di Lorenzo- sottolinea la continuità delle attività della fondazione RAS, prese in carico dalla famiglia Spagnuolo e Di Lorenzo dopo la scomparsa del Notaio Ferdinando Spagnuolo. Oltre alle attività scientifiche, importanti ai fini della conoscenza dell’area archeologica, si sono fatti importanti passi in avanti per stabilire una visione comune con i vertici del Parco Archeologico di Pompei e con le autorità comunali su importanti progetti futuri per il rilancio di Stabiae come il Visitor Center”.

Presente alla serata anche il sindaco di Castellammare di Stabia dottor Antonio Pannullo che a conclusione è intervenuto a supporto dell’idea del Visitor Center. “La RAS può contare sull’amministrazione per realizzare progetti”.

Comunicato stampa.

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