Alla “Taverna Vesuviana” le tagliatelle cuociono nell’acqua di scorfano con la ricetta dello chef Alfonso Crisci

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All’ombra del Vesuvio è sempre esistita una diffusa cultura del buon cibo. La storia è antica. Parte, oltre duemila anni fa, dai romani che adoravano svernare in quest’angolo di paradiso che, oltre al clima e bellezza del paesaggio, offriva prodotti unici dovuti soprattutto alle caratteristiche vulcaniche del terreno. Nel tempo questa eredità si è rafforzata sempre di più. E tutti i comuni che girano attorno al vulcano hanno una radicata tradizione rurale che fa nascere bontà molto particolari e gustose. Basti pensare ai famosi pomodorini del piennolo, all’uva Catalanesca, ai carciofi di Schito o alle rinomate  albicocche soprannominate “pellecchielle”. Ma anche in cucina c’è una lunga tradizione che passa soprattutto  per il baccalà e stoccafisso. Questo immenso patrimonio enogastronomico per secoli è stato ad appannaggio delle cucine di case e delle trattorie della zona. Solo negli ultimi decenni è entrato appieno tra gli elementi caratterizzanti dei ristoranti del vesuviano che hanno scelto di raccontare il proprio territorio in modo non banale. Tra questi c’è sicuramente la “Taverna Vesuviana” che si trova in via Nuova Saviano a San Gennaro Vesuviano. La Taverna è il regno del bravo chef Alfonso Criscio che dopo il diploma all’Alberghiero di Ottaviano e uno stage con lo chef Fulvio Pierangelini alla scuola del Gambero Rosso di Roma, ha iniziato il suo percorso professionale in prestigiose strutture alberghiere della Campania per poi affinare tecniche e conoscenze con esperienze in Francia, Austria e Germania. Quindi, nel 2014, è arrivato all’apertura della Taverna con le idee ben chiare su cosa doveva mettere nei piatti che sarebbero arrivati ai tavoli del suo ristorante. I prodotti di qualità della propria terra e della cucina mediterranea sono diventati il pilastro del menù che viene eseguito senza sbavature e senza eccessi con tecniche innovative che, però, non mortificano la materia prima grazie alle cotture veloci ed agli armoniosi abbinamenti. Come quello della ricetta che propone ai lettori di Metropolis, dove le tagliatelle fanno incontrare il sapore del mare e quello degli orti. Le tagliatelle con acqua di scorfano, broccoli e polvere di noci non sono solo un esercizio stilistico del talento dello chef che con questo piatto dimostra che i sapori della tradizione nostrana si possono presentare anche sotto una diversa forma e consistenza; ma sono anche il biglietto da visita di una cucina essenziale e gustosa al tempo stesso. Ma che, soprattutto, affonda le radici nella storia antica della zona.

La Ricetta: Tagliatelle con acqua di scorfano, broccoletti e polvere di noci

 Ingredienti per 4 persone :  250 gr di tagliatelle, 80 gr di gherigli di noci tritati, 100 gr di Parmigiano reggiano, 200 gr broccoletti baresi, 100 gr olio evo, 1 spicchio d’aglio, 250 gr di scorfano ,1 costa di sedano, 1 carota,1 cipolla

Procedimento: Preparare l’acqua di scorfano, disponendo in una pentola alta sedano, carota, cipolla e scorfano , lasciando bollire per 20 minuti. Nel frattempo, facendo rosolare uno spicchio d’aglio, rosolare le cime di broccoletti precedentemente sbianchite e una parte delle noci tritate e aggiungere un mestolo dell’acqua di scorfano. Filtrare l’acqua di scorfano usandola come cuort-buillon per cuocere la pasta, la quale, una volta pronta, sarà mantecata con il fondo di broccoletti preparato prima, aggiungendo un filo d’olio evo e parmigiano. Impiattare completando con delle cimette di broccoletti e la polvere di noci.