Giosuè De Simone, presidente del Consorzio Provolone del Monaco, eletto rappresentante provinciale di Napoli degli allevatori Arac

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Il presidente del Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco Dop Giosuè De Simone è stato eletto rappresentante provinciale di Napoli dell’Arac. L’associazione regionale degli allevatori ha scelto l’esperto dirigente per essere condotta in questi mesi difficili per il mondo intero da chi da sempre ha messo il suo lavoro e tutta la sua passione al servizio del benessere degli animali. “Un momento importante che mi inorgoglisce ed al tempo stesso mi fa comprendere che bisogna subito cominciare a lavorare al servizio degli allevatori. Proprio a loro va il mio primo ringraziamento. A quanti mi hanno accordato la loro fiducia, accordandomi la loro preferenza ed accompagnandomi verso questo nuovo prestigioso incarico” spiega De Simone subito dopo l’elezione.  Un risultato raggiunto al termine dell’assemblea separata dell’Arac. Convocata per eleggere, oltre al rappresentante provinciale anche il delegato all’assemblea regionale. Per quest’ultima posizione dall’urna è venuto fuori il nome di Benedetto De Gregorio. “Negli ultimi dieci anni -continua Giosuè De Simone- a reggere le sorti dell’Arac ci ha pensato il commissario Roberto Maddè al quale va il mio ringraziamento. Così come è doveroso un pensiero per i direttori che si sono succeduti nel corso degli anni ovvero Maurizio De Renzis che poi ha lasciato il posto ad Augusto Calbi. Un ringraziamento anche a Coldiretti, sempre al fianco degli allevatori”.L’ultimo pensiero è anche il primo: “C’è davvero tanto lavoro da fare. Gli allevamenti devono sviluppare economia e per fare questo occorre che siano efficienti e di qualità. Saremo al fianco di tutti aiutandoli nei controlli funzionali per garantire la bontà del latte. Avremo un occhio di riguardo importante per le razze che ci forniscono le materie prime per i formaggi più importanti della Campania ovvero le bufale di razza mediterranea italiana, i bovini di razza agerolese e i podolici. Ed incentiveremo la crescita di piccole chicche come quelle che vedono protagonisti gli ovini bagnolesi e laticauda, capre cilentane e napoletane ed altre razze autoctone, insomma il lavoro non manca” conclude Giosuè De Simone.