Ricette della tradizione: Spaghetti allo “scarpariello” tra i piatti più popolari della cucina povera

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Piatti popolari. In tutti i sensi. Perché derivano dalla tradizione che coinvolge la maggior parte della popolazione. Perché fanno parte della cultura comune e condivisa. Perché affondano le radici nella cucina povera. E perché in tempi di crisi economica diventano uno degli alimenti principali. Basti pensare al vertiginoso aumento del consumo della pasta registrato negli ultimi tempi in Italia. Stiamo parlando, ovviamente, di pastasciutta, di primi piatti che hanno anche la caratteristica di essere pietanze d’emergenza. Cioè preparati in gran fretta con i pochi ingredienti presenti quasi sempre nelle case. Preparati con quello che si ha in frigo o in dispensa anche se non si è fatta la spesa. Pasta, olio, qualche barattolo di pelati di pomodori, uova, origano, pepe o peperoncino, capperi, olive, acciughe e pane raffermo non mancano quasi mai. E assemblati come tradizione comanda si trasformano in succulenti piatti che i detti popolari indicano come pietanze che possono andare anche davanti a sua maestà il re. Alcuni, poi, hanno preso il nome di chi oberato di lavoro si preparava velocemente un primo fumante. E’ così che nascono lo “scarpariello” (ciabattino), alla “carrettiera” o alla “puttanesca”. Ma il re dei re rimane lo “spaghetto aglio, olio e peperoncino” che ad ogni latitudine del bel Paese è il simbolo del piatto d’emergenza. Anche se non è raro trovarlo nei menù di ristoranti blasonati che ne propongono fantasiose e costose rivisitazioni. Quello alla “carrettiera” prevede vermicelli con pan grattato aglio, prezzemolo, cipolle e origano; ma c’è anche una versione con le noci. Nel profondo sud, invece , troviamo piatti come la “pasta cu’ ra muddica” , piatto calabrese preparato con mollica di pane rafferma rosolata in olio con aglio e origano; o la  pasta “co’ riquagghiu” (il nome si deve al siciliano quagghiari ossia condensarsi) con uovo battuto, pecorino grattugiato, prezzemolo, sale e pepe. Un pò come la “cacio e pepe” romana.  Alla “puttanesca” le linguine o i vermicelli si inebriano in un sugo mediterraneo fatto di pomodori, aglio, olio, olive nere, capperi e acciughe, peperoncino e prezzemolo. Ora che si avvicina la stagione che vede a disposizione i pomodori freschi, riportiamo la ricetta (sotto) molto popolare nel salernitano. Un piatto che si trova in tutti i menù dei ristoranti della zona, anche se è nato nel retrobottega degli antichi ciabattini. Lo “scarpariello”, che sposa molti tipi di pasta con il rosso dei pomodori arricchito con formaggio, vede la sua migliore performance con lo spaghettone dove in cima troneggia l’immancabile basilico.        

LA RICETTA: Spaghetti allo Scarpariello

 Ingredienti per 4persone: 1spicchio d’aglio, 2 cucchiaio di olio extravergine d’oliva, 600grammi di pomodorini di collina freschi (o pomodori freschi a piacere), 100grammi di parmigiano grattugiato, 100grammi di pecorino grattugiato, 350grami di spaghetti, meglio ancora di spaghettoni di Gragnano, un ciuffo di basilico, sale e peperoncino quanto basta.

Procedimento: mettere in padella olio, peperoncino e aglio da far imbiondire. Poi versare i pomodori, aggiustare di sale e cuocere per 10minuti circa. Nel frattempo cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata. Toglierli al dente, colarli bene e versarli nella padella del sugo aggiungendo il pecorino ed il parmigiano. Amalgamare il tutto spadellando a fuoco vivo. Mettere nei piatti guarnendo con il basilico.