Fondazione Banco di Napoli. «Napoli 100»: volume e mostra sulla storia del calcio in città

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Venerdì 30 gennaio alle 17 a Palazzo Ricca, la presentazione del quinto “Documento>monumento C’arte in fotografia” ideato da Bianca Stranieri

32 narrazioni di archivisti, ricercatori, storici, giornalisti, che raccontano un secolo di passione per la squadra e la storia del calcio in città, partendo dai documenti conservati negli archivi della Fondazione Banco Napoli, ed estendendosi ad altri archivi pubblici e privati. Venerdì 30 gennaio alle 17 a Palazzo Ricca (via dei Tribunali, 213), è in programma la presentazione del volume “Napoli 100” della collana “Documento>monumento C’arte in fotografia” (Guida editori), ideata e diretta dalla storica dell’arte Bianca Stranieri, quinto numero a cura di Andrea Zappulli. Partecipano Ciro Castaldo Direttore Generale della Fondazione, Marcello D’Aponte Presidente del Museo dell’Archivio Storico, Gabriele Capone Soprintendente archivistico e bibliografico della Campania, i giornalisti Angelo Cerulo e Marco Lobasso e lo scrittore Maurizio De Giovanni. I cento anni dalla fondazione della Società Calcio Napoli, sono raccontati oltre la dimensione agonistica, dando atto del ruolo che il calcio ha avuto nella costruzione del tessuto sociale, simbolico e anche urbano della città. «L’idea di Napoli 100 – dice Castaldo – non poteva che infondere gioia in un autentico tifoso come me, entusiasta anche di aver contribuito a restituire memoria familiare al calciatore Antonio Iuliano, in rappresentanza di un mondo unico, quello del Calcio Napoli, che anche grazie alle “carte” non perderà mai memoria». Le immagini evocative contenute nel quinto volume della collana, che restituisce vicende, luoghi, personaggi consultando carte e registri, sono della fotografa Federica Gioffredi. «Inaugurare il volume dedicato ai cento anni del Napoli Calcio rappresenta per me un atto di profonda responsabilità intellettuale – spiega Stranieri – da storica del tessuto e della moda, il mio sguardo è abituato a leggere i fenomeni sociali attraverso la materia, il colore e i simboli che vestono le identità; per questo, nell’accostarmi ai preziosi documenti d’archivio che hanno dato vita a questa pubblicazione, la mia attenzione è stata immediatamente catturata dal ritaglio del quotidiano “Roma” del 29 febbraio 1928 (anno VI dell’era fascista, ASBN, Emeroteca) che offre uno spaccato storico unico. Annuncia la “consacrazione ufficiale” dell’inno del Napoli musicato da Arturo Collana, che si sarebbe tenuta la sera stessa nei locali dell’Associazione Calcio Napoli. L’evento era aperto a soci, famiglie e autorità sportive, a testimonianza dell’importanza attribuita a questo momento fondante dell’identità del club». Nel corso del tempo, la squadra cittadina assume un valore che travalica l’ambito sportivo: rappresenta un riscatto simbolico, una forma di narrazione condivisa capace di unire la città nei momenti di difficoltà e di esaltazione. I successi, le sconfitte, i grandi protagonisti – fino alla figura di Maradona, divenuto icona globale e culto laico – si inscrivono in una geografia emotiva che ha lasciato tracce profonde nel paesaggio urbano e nella memoria collettiva. «Napoli 100 è una corale e colta celebrazione del ruolo del calcio nella nostra città – commenta Capone – un lavoro che attesta, ancora una volta, del ruolo insostituibile degli archivi e delle biblioteche per la memoria collettiva delle comunità».  Alla presentazione del volume è affiancata la mostra “Napoli 100” a cura di Stranieri e Gioffredi, con documenti sulla squadra azzurra provenienti dall’Archivio Storico Lembo e cimeli del Dio del Calcio della “Ten Experience collection”, collezione privata di Antonio Luise.