I cacciatori di cinghiale di Cava de’ Tirreni alla cena annuale che ricorda il fondatore della squadra “U Malommo”

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al centro seduto Gaetano De Mita in piedi con le mani sulle sue spalle Massimo Lamberti, il penultimo a destra in piedi è Antonio Rispoli presidente della squadra di cinghialai

Giunta alla seconda edizione, la cena annuale dei cacciatori cinghialai della squadra fondata dal compianto Andrea De Mita si è svolta venerdì scorso al ristorante Arcobaleno di Cava de’ Tirreni. L’appuntamento conviviale che chiude la stagione della caccia con una tavolata tutta dedicata alla carne di cinghiale è anche l’occasione per ricordare il fondatore della squadra di amici cacciatori detta del “U Malommo”.

Vittorio Mannara (secondo seduto a destra) del ristorante l’Arcobaleno ed esperto cacciatore

I componenti della squadra guidati da Antonio Rispoli questa estate si sono distinti per aver contribuito alla lotta contro gli incendi che hanno devastato i boschi della zona. Perché i veri cacciatori sono anche delle vere e proprie sentinelle ambientali come spiega il presidente Rispoli che ha chiamato più volte a raccolta i propri uomini per collaborare a spegnere gli incendi. Ma tra i componenti della squadra c’è anche chi, come Massimo Lamberti, ha fatto di più. Addirittura ha provveduto a fornire di acqua alcune pozze della zona per permettere agli animali di bere durante la lunga, caldissima e asfissiante estate scorsa. La serata ha visto lo chef Pietro Benzato impegnato a proporre il cinghiale dall’antipasto al secondo. Affettati di cinghiale e formaggi freschi dei pastori della zona hanno aperto la cena che è proseguita con le immancabili pappardelle al ragù della  gustosa carne selvatica. Brace dei vari tagli di carne di cinghiale è stato il secondo piatto prima della torta dedicata al fondatore. Sulla torta infatti è stata raffigurata, grazie alla bravura del pasticcere, una scena di caccia con protagonista il compianto De Mita. Alla cena hanno partecipato vecchi e giovani cacciatori della prestigiosa squadra che conta innumerevoli trofei ed  il fratello del fondatore, Gaetano De Mita, a cui  si è aggiunto anche Vittorio Mannara, della famiglia che gestisce L’Arcobaleno, che ha da cacciatore provetto ha fatto gli onori di casa.

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