Vasche di esondazione del Sarno, nuovo summit in commissione regionale

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La questione delle vasche di esondazione del fiume Sarno, destinate a sorgere nel territorio di Poggiomarino e Striano nonostante le proteste di molti cittadini e ambientalisti, torna in consiglio regionale. Pochi giorni dopo la svolta sulla stazione Vesuvio Est, per la quale lo stesso governatore Vincenzo De Luca ha spiegato di voler valorizzare il territorio dell’Agro sarnese, si torna a parlare, a livello regionale, di un’area alle prese ancora con una serie di problemi ambientali. Tutto è cominciato con la protesta dell’Associazione “Poggiomarino libera”. Convegni, gazebo e raccolte firme cui ha partecipato anche il gruppo San Marzano sul Sarno a 5 stelle. Da quel momento, si sono succedute varie epistole tra la VII Commissione (ambiente) della regione Campania e i promotori dell’istanza. La richiesta è quella di fermare la realizzazione di altre vasche sul territorio dell’agro-nocerino, di effettuare il completamento di collettori e della rete fognaria, nonché la riqualificazione del corso del fiume Sarno e la riattivazione del Canale Conte Sarno. Il 18 gennaio scorso si è avuta la prima audizione tra la citata commissione e l’associazione poggiomarinese, domani mercoledì 2 marzo ne avrà luogo un’altra con la presenza di tutti soggetti coinvolti dal grande progetto Sarno, tre quali i sindaci dei paesi interessati dal progetto, il Genio Civile, Arcadis e l’ente Parco regionale del fiume Sarno, per poter trovare un’alternativa le vasche. “Per noi le vasche di laminazione sono un’opera inutile e dannosa” tuona Poggiomarino Libera “siamo favorevoli alla rete fognaria, alla bonifica delle vasche di Pianillo e Fornillo, e al dragaggio del fiume Sarno. Non vogliamo correre il rischio di buttare milioni di euro per strutture che diventerebbero solo ricettacoli di rifiuti. Ci auguriamo che tutti sindaci invitati all’audizione possono partecipare e che il sindaco di Poggiomarino possa rivedere il suo parere favorevole ad una vasca di laminazione che oltre ad essere inutile, andrebbe costruita in località Longola e farebbe così perdere tutti i pregi turistici ad un sito che potrebbe diventare il polo attrattivo più importante della zona.” continuano all’unisono i rappresentanti dell’associazione.


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Comunicato Stampa