Pompei, ripetitore Wind: l’ennesima protesta dei residenti di via Mariconda

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Protesta dei residenti di via Mariconda. E’ successo lo scorso 5 maggio. Ad animare gli animi dei cittadini, ancora una volta, l’annosa questione che riguarda il ripetitore Wind. Stavolta, a far scattare le polemiche sarebbe stata la preoccupazione di alcuni residenti del posto per dei lavori che la stessa azienda Wind stava effettuando nella superficie circostante al ripetitore. La situazione, più volte controllata dal punto di vista urbanistico, è stata resa tranquilla, di nuovo, dagli uomini del comando di polizia municipale, agli ordini del comandante Gaetano Petrocelli. Le indagini sono state guidate dal numero due del comando di polizia municipale, il tenente Ferdinanda Fontanella che, in seguito a delle verifiche, effettuate nei mesi scorsi, ha successivamente predisposto il sequestro dell’antenna per difformità al permesso di costruire. Dagli uffici del comune di Pompei, poi, si è cercato di bloccare tale permesso con avvio di procedimento, ma è stato reso tutto inefficace da due ricorsi al Tar che, la stessa azienda Wind, ha, poi, vinto. Il comitato cittadino di via Mariconda, con il suo presidente Gennaro Malafronte, ha più volte segnalato all’amministrazione comuanle, ed anche agli organi di competenza, la preoccupazione per la salute dei residenti, che sarebbe messa a rischio per l’emissione delle onde elettromagnetiche. Ad ogni modo, lo scorso 5 maggio, all’arrivo dei vigili urbani è stato constatato che i lavori in questione erano conformi a quelli prescritti dall’ordinanza successiva al sequestro della polizia municipale, che prevedeva il ripristino dei luoghi circostanti all’antenna. Intervento che ha tranquillizzato, quindi, i cittadini infuriati. Intanto, l’assessore Margherita Beatrice, di concerto con la polizia locale, sembra abbia tutta l’intenzione di chiedere l’intervento dell’Arpac per capire il grado di inquinamento e pericolo, che sta preoccupando tanto i residenti della periferia di Pompei.