“I Vini di Indovino”: Il sommelier recensisce il rinomato bianco flegreo

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Campi Flegrei Falanghina DOC, Vigna del Pino, Agnanum di Raffaele Moccia, 2003

L’azienda Agricola Agnanum è situata sulle colline vulcaniche della Riserva naturale degli Astroni, nel Parco Regionale dei Campi Flegrei, lungo il versante che volge verso l’Ippodromo di Agnano dove si estende per circa 7 ettari. L’avventura è iniziata nel 1990, anno in cui Raffaele Moccia, da sempre appassionato di viticoltura, mette in atto un’accurato piano di recupero del vigneto impiantato nel 1960 dal papà Gennaro. L’entusiasmo e la passione per il buon vino trasmesse dal padre hanno spinto Raffaele a rinunciare alla libera professione di “agrotecnico”, per seguire l’azienda da vicino con lo scopo di valorizzare appieno le risorse vinicole di questa area. Tanto e duro laroro, rigorosamente manuale, quello svolto sugli ardui terrazzamenti sabbiosi.
La conduzione agronomica è quindi a cura dello stesso Raffaele, la cui filosofia è “poche bottiglie ma buone”, ed in cantina lo affianca l’enologo Gianluca Tommaselli.                         Veniamo al Vigna del Pino 2003.  Esso è ottenuto dalla vinificazione di Falanghina in purezza allevata a spalliera puteolana, con rese di 70q/ha, sui terrazzamenti sabbiosi alle pendici della Riserva Naturale degli Astroni.Maurizio De Simone (al tempo enologo dell’azienza) vinificò una parte della massa in un’unica barrique e la restante in acciaio, per poi assemblare ed uniformare il tutto ad un’anno dalla vendemmia.    Nel calice il vino si presenta con una vivida veste dorata dai sorprendenti bagliori verdolini.Al naso si offre raccontandoci tutta la sua evoluzione in bottiglia. Etereo è il primo impatto, con delle note di lacca ed idrocarburi, seguono profumi di resina e cera d’api, ed infine albicocche sciroppate ed infuso di camomilla. Il sorso è teso ed avvolgente, sorretto ancora da una buona dose di freschezza e sapidità, con una chiusura di media lunghezza che indugia soprattutto sui toni fruttati. Ho avuto modo di apprezzare il Vigna del Pino 2003 in un calice abbastanza voluminoso intorno ai 12°C, ad un banco d’assaggio al quale era stato stappato un’oretta prima da Raffaele in persona.Personalmente lo abbinerei ad un piatto alquanto semplice, ma di gran gusto, dove la morbidezza del vino può ben bilanciare la nota ematica della Palamita, l’acidità del limone e l’amaro del peperone crusco essiccato: la “Zuppa di Pesce Azzurro, Limone e Camomilla”.    Rubrica a cura di: Antonio Indovino, Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia, Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina