Pompei, la mensa dei poveri festeggia 2 anni: “I bisognosi sono aumentati del 30%”

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Aumentano i poveri nella città degli scavi. E, Pompei, non gli volta di certo le spalle. Dal 2014 al 2016 l’incremento è del 30% in più di bisognosi che chiedono aiuto alla mensa dei poveri. Sono oltre 100, infatti, le persone che, ogni giorno, hanno bisogno di aiutonella città nota al mondo proprio per la sua fama di misericordia e di fede religiosa. A rendere noto l’incremento è la dottoressa Maria Rosaria Steardo, responsabile dell’Ordine di Malta che, assieme al gruppo di volontari pompeiani gestisce la mensa dei poveri “Papa Francesco” (allestita nella Casa del Pellegrino in piazza Bartolo Longo) supervisionata e diretta dalla dirigente Daniela Colicino (vedi anche foto in basso). Un dato che non conforta affatto dal punto di vista globale e sociale, ma che non di certo fa gettare la spugna alla dottoressa Steardo e al suo gruppo, costantemente a lavoro proprio per aiutare il prossimo. La mensa si appresta a festeggiare (domani 21 novembre) il suo secondo anno di nascita. Non sono soltanto extracomunitari, ma ad aumentare sono soprattutto le famiglie italiane sempre più in difficoltà e costrette a fare richiesta di aiuto. Di cittadini pompeiani alla mensa, però, non se ne vedono. Sarà, forse, la vergogna che li blocca e li spinge ad andare altrove a chiedere aiuto. Il dato di questo 2016, seppur ancor non giunto al termine, è comunque un dato da non sottovalutare: circa il 30% in più rispetto all’anno scorso. “Per noi queste persone che chiedono aiuto sono amici. La maggior parte di loro sono italiani, e per lo più si tratta di gente che non riesce ad arrivare a fine mese con il misero stipendio che ricevono. In due anni è aumentata la richiesta di aiuto. All’inizio erano circa 70 al giorno, oggi si presentano in almeno 100 tutti i giorni”, dichiara la dottoressa Steardo. La mensa è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 15, ed ogni lunedì alle 10 vengono messe a disposizione le docce ed un gruppo di parrucchieri volontari. Inoltre, almeno una volta al mese, viene distribuito a 50 famiglie il pacco alimentare. Questa, in breve sintesi, la magnanima attività svolta dal gruppo di volontariato di Pompei, che, con l’avvicinarsi del Natale, non abbandona i suoi amici bisognosi nemmeno nei giorni di festa. Aperti, di fatto, anche il 25 dicembre con il “pranzo di natale”. A cambiare, quindi, non è soltanto un numero. Cambiano, a quanto pare, anche le categorie classiche della povertà. Famiglie con lavori precarie poco rassicuranti si aggiungono a questo nuovo schema. Ed è probabilmente questo che mette in allarme più di tutto. Ma i pompeiani (almeno non tutti) non voltano le spalle ai bisognosi. “Siamo soddisfatti – continua la dottoressa Steardo -. Vedere questa gente sorridere è la più grande ricompensa. Ringraziamo in modo particolare i volontari che ci stanno affianco, perché ci permettono di portare avanti questa grande opera, ed in più ringraziamo tutti i benefattori e i parrucchieri che lunedì presteranno servizio qui da noi per aiutare queste persone che chiedono soltanto aiuto. Siamo felici soprattutto perche la città di Pompei sta rispondendo alla grande alla sua vocazione, che è quella della città di carità”.