Sarno, l’assessore Salerno con una lettera chiarisce la sua posizione riguardo alcune accuse apparse sui social

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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO PER I MIEI AMICI DI SARNO E DINTORNI.

Chi mi conosce sa che utilizzo raramente Facebook per polemiche di natura politica. Chi mi conosce sa che per me la libertà di stampa è un diritto sacrosanto ed assoluto. Ora però mi rendo conto di dover necessariamente chiarire due ‘episodi’ che meritano una mia presa di posizione. Ieri – mentre ero a lavoro a Cassino – sono stato accusato sui social di avere vietato le feste natalizie ai bambini nelle scuole di Sarno per non “offendere due musulmani”. Lo avrei fatto in forma di “proiezione ortogonale” o di “Padre Pio”, non essendomi ancora attrezzato per l’ubiquità assessoriale.  Volutamente non ho replicato: lo hanno fatto altri per me. In particolare, ringrazio la dirigente della Scuola Media “G. Baccelli” Pina Lanzaro perché ha ricordato che – nella ‘consueta’ riunione di Consulta – avevo chiesto a tutti i dirigenti presenti di mandarmi il programma delle loro attività natalizie. Come sempre, da quando questa Amministrazione governa Sarno, contribuiremo alla promozione delle attività natalizie delle nostre scuole: concerti, recite, presepi…

Stamattina invece sono stato ‘svegliato’ da telefonate preoccupate di alcuni amici che mi chiedevano notizie a riguardo di un’aggressione verbale – o un tentativo di aggressione – che avrei subito da parte di una persona in cerca di lavoro. L’episodio si sarebbe verificato domenica scorsa e con tempismo perfetto la notizia viene data oggi, venerdì 18. Racconto la mia versione dei fatti: Domenica 13, al Centro Sociale di Sarno si è svolta la manifestazione, senza scopo di lucro, “Sarno Cosplay”. Tanti ragazzi, provenienti da tutta la regione Campania, si sono riuniti per questo evento in maschera che si ripete a Sarno da più di otto anni. L’evento era patrocinato dal mio assessorato e da quello retto da Dea Squillante. Ho ritenuto, come gesto di cortesia, passare in serata a salutare gli organizzatori.Sul finire della manifestazione uno sparuto gruppo di ultras è entrato nel Centro Sociale e c’è stato qualche  momento di tensione tra “gli ospiti” e i “locali”. Ringrazio la Polizia di Sarno che è subito intervenuta e ha tranquillizzato gli animi. Io stesso ho parlato – sottolineo parlato – con i supporters della Sarnese che alla fine sono andati via scusandosi e stringendo la mano ai ragazzi che avevano partecipato a “Sarno Cosplay”. Questa la mia versione dei fatti, quello che è successo alla presenza di numerosissimi testimoni.

Ora, qualche mia considerazione in merito all’articolo pubblicato stamattina su  “La Città”: sono figlio di un preside che ha fatto anche il giornalista per una vita intera. Per un certo periodo della mia vita io pure ho fatto il ‘corrispondente’ da Sarno. Quello che ricordo – insegnatomi da mio padre e dai redattori ai quali mandavo i miei pezzi – è che bisognerebbe verificare le notizie prima di mandarle in stampa e, quantomeno, sentire gli interessati per delle dichiarazioni in merito. Ribadendo tutta la mia stima nei confronti del direttore e degli amici giornalisti de “La Città”, mi chiedo: ma una telefonata – essendo passata quasi un’intera settimana dall’episodio ‘raccontato’ – non si poteva fare per verificare la notizia? Avrei risposto, come faccio sempre, quando vengo contattato dagli organi di stampa. Avrei raccontato tutt’altra storia – che forse non avrebbe avuto il suo fascino da locandina e da prima pagina  – ma che di certo avrebbe contribuito ad una versione più ‘realistica’ dei fatti.

Detto questo spero che, a mezzo stampa, “La Città” fornisca ai suoi lettori anche la mia versione dei fatti e che per il futuro certi “gap” di comunicazione si superino con un sms, una telefonata, una passeggiata a Sarno per parlare a viva voce. A scanso di ulteriori ed inutili equivoci che danneggiano il lavoro dei giornalisti e l’immagine di Sarno.

Vincenzo Salerno