I Vini di Indovino: il sommelier recensisce il bianco Docg dalle giovani vigne di Atripalda

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Fiano di Avellino DOCG, Pietramara Etichetta Nera, I Favati, 2015

L’Azienda vitivinicola I Favati nasce nel 1996, forte di una lunga tradizione familiare risalente ai primi del ‘900, e spinta dalla passione e dalla cultura del buon vino. Rosanna Petrozziello è l’anima ed icona simbolo del marchio familiare, affiancata dal marito Giancarlo Favati e dal cognato Piersabino. Insieme conducono circa 15 ettari vitati, sia di proprietà che in affitto, in cui vengono allevati Fiano, Greco ed Aglianico, dislocati nei comuni di Atripalda, Montefusco, San Mango sul Calore e Tufo.  Niente viene lasciato al caso e vengono curati personalmente tutti gli aspetti legati alla produzione ed alla commercializzazione dei propri vini.
Il tutto avviene sotto l’attenta consulenza enologica di Vincenzo Mercurio che, con I Favati, vanta sicuramente la paternità della diversificazione delle etichette all’interno della stessa vigna: il legame con il territorio per lui è sempre al primo posto ed è imprescindibile dal concetto di zonazione.
I vigneti aziendali sono condotti in maniera meticolosa, nel massimo rispetto di ambiente, natura ed ecosistema. In cantina, poi, i grappoli vengono lavorati e interpretati in maniera poco invasiva, cercando di esaltare ogni singola  sfaccettatura che la stagione ed il territorio sono stati capaci di esprimere nel frutto.
Il Pietramara Etichetta Nera, vinificato esclusivamente in acciaio,  nasce dalla parte più bassa della vigna di Atripalda, quella impiantata per ultima ed esposta a Sud-Ovest.
Nel calice questo Fiano si tinge di una lucente veste paglierina dai riflessi dorati.
Al naso sprigiona profumi di mela golden e di ananas non perfettamente mature, di narcisi, di salvia e di mandorla amara. Il sorso è schietto, fresco e piacevolmente sapido, con una chiusura intrisa di sapidità e di aromi sia fruttati che erbacei.
Un bianco dell’avellinese da abbinare a 10°C con i Paccheri allo scoglio, o da conservare in cantina per qualche anno ancora, in modo da poterne apprezzare una ulteriore evoluzione in bottiglia.                                                         RUBRICA A CURA DI ANTONIO INDOVINO , Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia, Degustatore Ufficiale e Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina