Fish and chips in salsa sorrentina all’English Inn

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Nella foto Franco Cappiello con il pasticcere dei vip Antonio Cafiero che lo ha omaggiato di una torta per i 70 anni

L’English Inn resta l’anima golosa della cucina inglese proposta da Franco Cappiello da oltre 45 anni

Fish and chips nel cuore di Sorrento. A prima vista può sembrare strano che proprio nella patria della cucina mediterranea si possa proporre il piatto simbolo del Regno Unito. E invece questo tipico cibo da strada (street food direbbero gli inglesi) che tanto appassiona i sudditi di sua maestà Britannica ha costruito la fortuna dell’English Inn, la locanda inglese di Corso Italia creata e diretta da Franco Cappiello. E non si tratta di un successo occasionale o fortuito. Ma si tratta di un successo lungo 45 anni che ha visto migliaia e migliaia di inglesi gustare ai tavoli dell’English Inn il famoso piatto preparato con i filetti di merluzzo passati in pastella e fritti, accompagnati da patatine fritte e salsa tartara. Insomma un piatto che ha fatto di questo pub una roccaforte inglese in terra sorrentina, un’enclave dove i turisti d’oltre manica si sono sempre sentiti a casa. Infatti nel locale di Cappiello l’omaggio alla cucina inglese parte dal mattino con la colazione tipica di tutto il mondo anglosassone. Il breakfast da Cappiello è un rito che si consuma identico a quello delle case inglesi: uova, bacon, salsiccia e fagioli stufati in salsa dolce. Identico anche nella materia prima che Cappiello fa arrivare direttamente dalla Gran Bretagna. Le salsicce sono quelle tipiche inglesi (bianche e più sottili) molto diverse dalle nostre anche nella composizione del macinato. Poi c’è il bacon che è esclusivamente quello tipico inglese ed i fagioli in salsa dolce che arrivano già inscatolati. Con questi ingredienti più le uova nostrane che spesso vengono chieste, oltre che strapazzate, anche in camicia, Cappiello riempie di gioia le mattinate dei turisti inglesi che affollano a tutte le ore il suo locale. Per la precisione dovremmo dire che riempivano il locale, perché con l’emergenza della pandemia non si può prevedere se e quando torneranno ad affollare le strade e gli alberghi sorrentini. Eppure tutto è cominciato con loro, con gli inglesi, negli anni ’50 quando si puntò su quella nazione con i primi tour operator che poi nel tempo hanno garantito la presenza di ben due milioni di inglesi l’anno. Ed è proprio allora che Cappiello ha capito che a tanti inglesi si doveva riservare un’accoglienza speciale per farli sentire come a casa propria. E allora da tipico pub dove si beveva birra per passare la serata, l’English Inn si è trasformato in una accogliente locanda dove degustare tante specialità che Cappiello ha perfezionato proprio su consiglio dei clienti che gli descrivevano in modo preciso i propri gusti e le proprie abitudini a tavola. Da qui la specializzazione di Cappiello a preparare il fish and chips, ma anche il Jack potato, una patata con ripieno di burro,  cotta la forno e poi servita con varie salse che vanno dalla bolognese a quelle agrodolci. Oggi dall’alto dei suoi settanta anni, compiuti proprio in questi giorni, Cappiello riflette sul futuro turistico della sua città e invita a guardare il futuro con occhi diversi.  Invitando a rimodellare la propria impresa rispetto al mondo che cambia e annuncia che tra poco rifarà il maquillage al suo pub inserendo nuovi prodotti che arriveranno dall’Alto Adige con birra, speck e formaggi in testa. Un modo intelligente di adeguarsi al turismo che, per ora, resta nazionale.