13 furbetti del cartellino pizzicati dai carabinieri all’Asl di Aversa

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Lasciavano sistematicamente il posto di lavoro all’Asl di Aversa (Caserta) per svolgere faccende private facendole risultare “servizi in missione” che poi eliminava dal sistema. E, talvolta, si mettevano anche in straordinario. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri del Nas di Caserta che coordinati dalla Procura di Napoli Nord (pm Corona, procuratore Greco) hanno notificato a 13 “furbetti”, dipendenti della struttura pubblica, altrettante misure di interdizione emesse dal gip. I provvedimenti riguardano 7 dirigenti medici (a cui sono state notificate altrettanti sospensioni dall’esercizio dalle pubbliche funzioni) e 6 tecnici amministrativi ed infermieri (a cui è stata notificata la sospensione dall’esercizio del pubblico servizio). A tutti viene contestata la truffa al Servizio Sanitario Regionale. Complessivamente sono stati accertati 270 casi di allontanamento illecito, alcuni addirittura quotidianamente. Un dipendente, su 58 giorni di presenza registrati, si sarebbe allontanato illecitamente ben 36 volte. Ad operare le modifiche era l’addetto alla registrazione delle presenze. Le indagini sono iniziate nel 2017, dopo una segnalazione della Direzione Generale dell’Asl di Caserta la quale si era accorta che un dipendente modificava, accedendo al sistema, quasi quotidianamente le sue attestazioni di presenza. A coordinare le indagini della Guardia di Finanza di Caserta è stata il sostituto procuratore di Napoli Nord Stefania Faiella, che qualche giorno fa è stata trasferita alla Procura di Salerno. La fase finale dell’attività investigativa è stata quindi presa in carico dal sostituto procuratore Giovanni Corona. Il Nas ha accertato che erano 22 le persone (tra dipendenti e collaboratori) che truffavano l’Asl: per nove di questi, la struttura sanitaria, nel frattempo, ha provveduto autonomente a rescindere il rapporto di lavoro.