Decreto Sostegno. Non esiste un piano risarcitorio per le chiusure imposte ai gestori di palestre.

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Decreto Sostegno. Non esiste un piano risarcitorio per le chiusure imposte ai gestori di palestre.

Nel tanto atteso Decreto Sostegno, che il Governo Draghi è pronto ad approvare,  non sono presenti le tanto attese misure risarcitorie per i gestori del comparto palestre. Il nuovo decreto, infatti, mette sullo stesso piano, tutti i detentori di P.IVA (dimenticando tra l’altro le Associazioni Sportive Dilettantistiche), avvocati, geometri,  ingegneri,  che hanno subito per il 2020,  una perdita di fatturato di  almeno il 30% rispetto all’anno 2019, con un sostegno che  dal 60%  a scendere, si calcola sulla  mensilità media del 2019; senza tenere conto che,  la quasi totalità delle P.IVA ha continuato a lavorare, senza tenere conto che, la gran parte delle P.IVA non ha le stesse spese di gestione (canoni di locazioni di impianti sportivi, abbonamenti di defibrillatori, aggiornamenti di DVR, SIAE, vigilanza etc),  che i titolari dei centri sportivi devono sottrarre al loro fatturato. Fatti due conti,  gli importi che il prossimo decreto si accinge ad elargire alle P.IVA con un fatturato mensile medio di  5 mila euro, saranno  mille e duecento euro circa pro capite. Un dono gradito per un libero professionista che ha una “busta paga” mensile di tale importo, assolutamente  nulla, per un titolare di impianto sportivo,  chiuso da un anno,  con altissime spese di gestione incluse.