Al ristorante Antico Francischiello, per tutto giugno, sono di scena i sapori massesi

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Il panorama è di quelli che lasciano senza respiro: da un lato il Vesuvio, dall’altro Capri e tutt’intorno il verde degli ulivi che digradano verso il mare. Di storia e di storie ne ha viste e vissute tante l’Antico Francischiello, fondato da Francesco Gargiulo nel 1909, e oggi, a pieno titolo, tra i 213 Locali Storici d’Italia (in Campania sono solo 18). Per chi volesse scoprilo o tornarci, fino alla fine di giugno, l’Antico Francischiello propone un’offerta gourmet: un menu “nel segno dei sapori massesi”, con alcuni tra i piatti più amati della gastronomia del luogo, da associare al pernottamento per una notte, in camera superior, presso l’Hotel Antico Francischiello/Villa Pina. Il pacchetto week-end, con cena degustazione, escluse le bevande, e comprensivo di colazione, ha un costo di 150 euro a coppia. In cucina troviamo lo chef Antonino Attardi, ultima generazione della famiglia Gargiulo. Accanto ai grandi classici della gastronomia locale e ai signature dish della casa, come i Cannelloni alla Fracischiello e gli Gnocchi alla Sorrentina, preparati e cotti, secondo la consuetudine locale, nei tegamini di rame, Attardi ama mettere a punto versioni innovative delle specialità iconiche massesi e partenopee. Nel carrello dei dolci, troviamo la tipica “Pizza di crema sorrentina”, conosciuta anche come la “Pizza di Sant’Antonino”, e le immancabili (e imperdibili) “Delizie al limone”, anche in formato mignon. Questa prelibatezza dolciaria, oggi simbolo della Penisola sorrentina e della Costiera amalfitana, vide il suo battesimo proprio nelle cucine del Francischiello: ideate dal famoso pasticcere Carmine Marzuillo, furono, infatti, proposte con successo dal fratello Alfonso, storico chef della casa. L’accoglienza, gestita dalla signora Pina e dai figli, Firminia e Francesco, proietta immediatamente gli ospiti in una dimensione intima e familiare. A fine pasto, è possibile degustare i famosi rosoli della signora Pina. Tra gli altri, l’alloro, il nocillo, il fragolino, il classico limoncello e l’arancello, il preferito da Pavarotti che diceva di arrivare a “sentire nostalgia di questo liquore d’arancia”.