Lavoro agile. Il Ministero della Funzione Pubblica continua a sottrarre il pubblico impiego alle norme sullo stato emergenziale.

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Dopo l’aumento dei casi di contagio di questi ultimi giorni, con la circolare 5 gennaio 2022, Il Governo ha inteso dare alcune indicazioni in materia di lavoro agile,  sia pubblico che privato,  al fine di sensibilizzare i datori di lavoro nell’applicazione del lavoro agile. Tuttavia, se il segnale è arrivato dal  Ministero del lavoro, il Ministero della Funzione Pubblica, capeggiato dal Ministro Brunetta, non  ha emanato indicazioni in tal senso, rimanendo relegato al DM 8/10/21, con il quale si è imposto che per ciascun dipendente dovesse essere prevalente la prestazione in presenza, sottraendo il pubblico impiego alle norme sullo stato emergenziale. Limitazioni che appaiono il retaggio di una impostazione ideologica che fa venire meno la funzione amministrativa e quella sanitaria. La conseguenza è che mentre oggi nel lavoro privato  le aziende possono ricorrere al lavoro agile, senza limitazioni, nel pubblico impiego il lavoro agile  viene fortemente frenato e mal visto,  nonostante sia un obiettivo del PNRR.