La Zuppa di cozze del giovedì Santo diventa una Zuppa Reale da Carmela Abbate di Zi Teresa

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È proprio qui, nel Borgo di Santa Lucia, a Napoli, che prese il via, alla fine del ‘700, l’usanza di consumare, il giovedì Santo, la zuppa di cozze. Ed è qui, che Carmela Abbate, del ristorante Zi Teresa, a due passi dal Castel Dell’Ovo, oggi la propone, in una versione che, nomen omen, aggiunge l’aggettivo “reale” alla descrizione. “Reale”  per la ricchezza di frutti di mare, ma anche perché ripropone l’usanza nata dalla passione del re Ferdinando IV di Borbone per i molluschi. Re Nasone, essendo ossequioso verso i dettami di Padre Rocco, frate illuminato, che lo esortava a non esagerare con cibi troppo elaborati in quaresima, ma non volendo neppure rinunciare ai piaceri della tavola, chiese ai suoi cuochi di preparagli un piatto con le cozze e le lumachine di mare. E il popolo si affrettò ad imitarlo. Da questa sua predilezione, a Napoli, anche oggi, il giovedì Santo è segnato dalla zuppa di cozze, sapientemente irrorata dall’olio al peperoncino, “‘o russ”, per i napoletani. Da Zi Teresa, l’olio, chiamato anche “Santo”, viene servito a parte, ma la sua zuppa è davvero ricca: cozze della migliore qualità, telline, lumachine di mare, gamberoni, scampi, polpo e pomodorini del piennolo: una piatto servito caldo e arricchito con piccole freselle, impregnate del sughetto delle cozze. “La ricetta può cambiare, perché dipende dal pescato del giorno” esordisce lei “ma sono i nostri cuochi che danno il tocco finale, con piccoli segreti”.  La novità di  quest’anno? “Proponiamo anche una particolare pasta e fagioli, rigorosamente con le cozze”.