Intervista a Franco Cappiello: basta con la politica che parla solo ai soliti noti, salvaguardiamo i diritti di tutti i sorrentini

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Prima a scuola di intarsio e apprendistato da barista, poi capitano di lungo corso ed infine ristoratore da circa mezzo secolo, con il suo storico English Inn, Francesco Saverio Cappiello detto Franco impersona il classico sorrentino doc. Anzi rappresenta, con il suo comportamento, le sue esperienze lavorative e con le sue idee, lo spirito autentico di un popolo di lavoratori, imprenditori ed operatori turistici di tenore internazionale che hanno saputo lanciare il buon nome di Sorrento nel mondo intero. Ma le ultime vicende amministrative ed i problemi che stanno strangolando la sua città, lo hanno costretto a candidarsi con la lista “Sorrento Rialzati”.  Cappiello ha le idee chiare su come affrontare i vecchi ed i nuovi problemi che attanagliano Sorrento e soprattutto su come riconsegnare Sorrento ai sorrentini facendoli sentire di nuovo cittadini.

Partiamo da quello che è successo a maggio scorso con l’arresto dell’ex sindaco Coppola accusato di aver creato un sistema di tangenti e corruzione, cosa ne pensa in proposito?

E’ inutile girarci attorno con parole ovattate da un modo di fare che tenta di sminuire il problema. A Sorrento si deve affrontare a viso aperto la questione morale. Bisogna dare un taglio netto con il passato segnato dall’ultima amministrazione comunale che ha fatto della corruzione un sistema che ha danneggiato l’immagine internazionale di Sorrento umiliandone la dignità. Basta. Sorrento ha bisogno di regole. Di regole certe e trasparenti e di cultura della legalità. Una cultura che parta dalle scuole e coinvolga tutti i cittadini a tutti i livelli dall’ultimo residente fino al grande albergatore.

Dalla legalità alla difesa dell’ambiante il passo è breve. Pensa sia sempre necessario un approccio ecologista nel governo della città?

Non possiamo permettere che questo paradiso decantato da grandi scrittori, poeti e musicisti sia mortificato da chi non rispetta l’ambiente e la natura. L’abusivismo va combattuto senza se e senza ma. Dobbiamo uscire dalla logica che pochi fanno affari e profitti sulla pelle di migliaia di cittadini a cui viene tolto verde, natura e mare pulito. Una delle risorse più grandi di Sorrento è il suo paesaggio con il suo mare. Vanno tutelati e preservati come una razza in via di estinzione, per i nostri figli e per il futuro della città. Ma anche per rendere Sorrento una meta turistica vera e appetibile, una città in cui risplende sempre la sua anima antica, ricca di storia e tradizioni e non un parco giochi finto, buono solo ad inquinare. Il business turistico rende ancor di più in una realtà tutelata.

Ecco il turismo, croce e delizia di questa città    

Innanzitutto sposo in pieno tutto quello che ha detto il Governatore della Regione Fico sul turismo che ha bisogno di regole. Vi sembra giusto che Sorrento sia diventata una città che vive di turismo d’arrembaggio? Arrivano a frotte mangiano un panino comprato al supermercato, riempiono i vicoli e le piazze per un gelato. E poi alle 21.30 di sera scende il silenzio su tutte le strade principali. Strade vuote, locali semideserti. Certo non è colpa dei turisti. Siamo noi che abbiamo rinunciato a programmare il nostro futuro. Non sappiamo più parlare tra di noi operatori per decidere quale città offrire ed a quale turismo. Le soluzioni si trovano concertando con tutte le organizzazioni del settore. Non mandando al comune chi pensa che non sia importante la qualità dell’offerta e della domanda turistica.

A proposito di qualità dell’offerta, uno degli aspetti turistici è la ristorazione e la gastronomia più in generale, come è messa Sorrento in questi settori?

Da secoli Sorrento è la patria delle noci, formaggi, limoni e arance e da millenni dell’olio d’oliva, tanto che per questi prodotti si è guadagnato i marchi di tutela come la Dop e l’Igp. Per non parlare della ristorazione che qui ha momenti di richiamo internazionale grazie ai piatti ideati da grandi chef che a Sorrento formano una delle eccellenze del mondo del lavoro. Però c’è una brutta tendenza, come nelle altre realtà turistiche, a farsi travolgere dalla frenesia di vendere di tutto. Per cui al posto delle premute d’arancio vendiamo i succhi di melagrano ed al posto degli gnocchi e scialatielli, di nostra invenzione, vendiamo i tortellini con la panna. Una scelta scellerata che mortifica la nostra identità e la nostra grande tradizione gastronomica. Rischiamo di far scomparire, un comparto come la ristorazione d’eccellenza, sotto i colpi dell’egoismo personale e dell’avidità commerciale.

Un altro problema asfissiante regalato dall’over turismo è il traffico che impedisce la libertà di movimento per i residenti, cosa fare?

Basta con le chiacchiere inutili da parte di chi si candida con un programma da amministratore di condominio, non basta aver fatto l’assessore per governare una città. Ci vogliono idee. Ma soprattutto coraggio. Oggi abbiamo un’invasione (spesso solo dannosa) di auto e moto che richiede una soluzione vera. Il traffico è asfissiante in tutta la penisola sorrentina. I cittadini della costiera stanno morendo di traffico in cambio di niente Bisogna mettere i sindaci di tutti i comuni intorno ad un tavolo e decidere modalità e tempi per introdurre ad esempio le targhe alterne o un ticket di entrata o altre regole, ad esclusione dei residenti, nei giorni festivi e prefestivi. Ci vogliono fatti concreti e non proclami.

Altro dramma è quello della casa. I giovani devono lasciare Sorrento?

La casa è un diritto che diventa un’ovvietà per chi qui è nato e ci vive da generazioni. Ma a Sorrento non è più così. Chiamiamo i problemi con il loro nome e diciamo una volta per tutte la verità senza nasconderci. Il problema casa è fortemente condizionato dal proliferare incontrollato dei B&B. Ci vuole un limite. O si trovano soluzioni concordate unitariamente con tutti i comuni della penisola e con l’aiuto della Regione, o Sorrento non esisterà più. O meglio i sorrentini, che da oltre duemila anni abitano ed hanno reso famoso questo lembo di paradiso, non esisteranno più. Che diritto abbiamo noi di rubare il futuro ai nostri giovani? Perché dovremmo avallare una deportazione silente ma sistematica?  Per che cosa? Per garantire la ricchezza e la rendita parassitaria ai soliti noti? Io non ci sto!