Viaggio nella natura, nei luoghi, nei miti della Campania…

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Viaggio nella natura, nei luoghi, nei miti della Campania...

Inizia di lunedì questo viaggio virtuale nella Regione Campania, durante il quale si visiteranno aree dense di storia, di bellezza e di contraddizioni. Su “Obiettivo Notizie” ogni lunedì farò con i lettori un giro nuovo, un tour del nostro territorio regionale, per ritrovare con piacere il passato e scoprire com’è ancora intrecciato al presente.

Il viaggio comincia proprio di lunedì come potrebbe cominciare un lavoro, perché intraprendere un viaggio, scoprire località, conoscere genti è un vero e proprio lavoro di ricerca, che parte da noi, dalla nostra curiosità, per arrivare a conoscere nuove culture,  posti e vicende interconnesse fra loro.

In tutto si ritrova costantemente un po’ di se stessi, un po’ delle cose che si pensava di aver lasciato nel proprio passato, nella propria storia, che non è mai storia individuale, ma invariabilmente storia dell’umanità. Visi sconosciuti, ma di cui conosci le espressioni, occhi anonimi di cui già interpreti gli sguardi, ammiccare di sorrisi che ti sembra non di vedere per la prima volta, ma di ritrovare dopo tanto tempo. Infatti, sono proprio le persone che ti rendono familiari i luoghi mai visti prima, dove però ti sembra di essere già stato, perché ti è familiare quel tale viso nello scorcio di una finestra, il profumo di quel fiore, il sole che ti scalda il viso.

Ma il viaggio ci consente anche di misurare la nostra diversità rispetto alle genti incontrate, sconosciute  o familiari. “Viaggiare è una scuola di umiltà; fa toccare con mano i limiti della propria comprensione, la precarietà degli schemi e degli strumenti con cui una persona o una cultura presumono di capire o giudicano un’altra.” (Claudio Magris, “L’infinito viaggiare”).

Viaggiare attraverso la nostra Campania significa muoversi attraverso uno spazio-tempo denso, in cui si sono accumulati e stratificati ricordi, racconti, umori, che è ricco di innumerevoli variabili, mescolate fra loro con risultati sempre diversi e sorprendenti.

Le attuali province campane racchiudono un mondo di sfumature umane, paesaggistiche, climatiche che non poco debbono alla storia, agli antichi abitanti della Campania, ai “colonizzatori/conquistatori” giunti da ogni dove nella lunghissima storia della nostra regione, che non riesci a spiegare senza far riferimento a un passato, vicino o lontano che sia.

E parlare di Campania ha sempre significato parlare di un territorio arcano e affascinante come pochi al mondo, in cui storie, miti e leggende si intersecano in maniera spesso difficile da districare. Luogo di paesaggi e ambientazioni mozzafiato per le straordinarie vicende umane che vi si sono svolte, di grandi e importanti aree archeologiche o naturalistiche uniche al mondo, ma anche luogo di forti contraddizioni, dove la storia, l’archeologia, la cura e la valorizzazione del territorio vanno a braccetto con l’incuria, l’abbandono, l’approssimazione.

Troppo spesso nella nostra terra gli opposti, il sublime e il terribile, si incontrano e si umanizzano, imparando a convivere.

Interi territori, città e villaggi conservati da terribili eruzioni vulcaniche o alluvioni, numerose e stupefacenti necropoli che si riferiscono a civiltà per molti versi ancora “ignote”, di cui sono state indagate finora unicamente le facies funerarie, città e villaggi interamente conservati dopo millenni, l’unico abitato sannita conservato in Italia, i templi più belli e meglio preservati della “Megale Ellas”. Queste e ancora altre le più eloquenti testimonianze di quella “Campania felix”, tanto amata dagli antichi quanto bistrattata dai contemporanei.

Nel posto dove tutto è possibile a volte si aprono squarci sulla storia antichissima del territorio che sono veri e propri scorci di vita, affreschi di una umanità profonda, i quali restituiscono il senso nascosto di una quotidianità solo apparentemente diversa, eppure simile a se stessa per millenni.

Sì, viaggiare per queste terre è sempre una promessa di piacere, una riscoperta di parti di se stessi che si credevano perdute,  una ricomposizione del caleidoscopio del passato, con il privilegio di  ritrovare quei beni culturali dimenticati, con i quali poter costruire il proprio futuro. È un riscoprire la propria antichissima anima troppo a lungo trascurata.