Disastro Circum, il pm chiede otto anni per il macchinista. L’Orsa: “Lavoratori allarmati”

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Una condanna a otto anni di reclusione per l’ormai noto, tragico incidente della cosiddetta “curva del Pascone”, dove nell’agosto 2010 un treno della Circumvesuviana deragliò provocando due morti e 58 feriti. L’ha chiesta il pm della procura di Napoli nei confronti dell’unico imputato, il macchinista G.N., all’epoca 45enne. La richiesta è arrivata al termine di una requisitoria nel corso della quale lo stesso pm ha ammesso la bravura del macchinista. Tuttavia, proprio perché abile, il lavoratore doveva tenere conto delle ben note criticità di quel tratto di ferrovia. Un aspetto, quest’ultimo, che inquieta il sindacato Orsa: molti rappresentanti hanno assistito all’udienza ed oggi spiegano di essere “preoccupati ma soprattutto allarmati”. Scrivono in un comunicato: “In parole povere, sempre secondo il magistrato, un lavoratore, se si mette alla guida di un treno non affidabile su una rete ferroviaria con scarsa o inadeguata manutenzione è l’unico responsabile del sinistro. Ebbene queste affermazioni, se saranno confermate nel dispositivo della sentenza, porteranno a gravi ripercussioni sui lavoratori, perché di fatto svincoleranno l’azienda dalle sue responsabilità sulle manutenzioni e sull’acquisto di treni inaffidabili, scaricando solo sui lavoratori qualsiasi scelta o omissione dirigenziale nell’esecuzione del loro compito più delicato: la sicurezza delle persone trasportate”.

Prossima udienza, il 6 luglio con l’arringa del difensore del macchinista