Al ristorante La corte degli Dei di Agerola, lo chef Giuseppe Romano intrepreta la tradizione partenopea con raffinate delicatessen

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Nella foto lo chef Giuseppe Romano, il suo aiuto Davide Barone, la Pastry chef Chiara Naclerio, Camilla Acampora, i maitre e sommelier Luigi Capriglione e Antonio Iovine, Marco Iovieno, Patrizio Apuzzo.

Una storia che inizia con un delitto e finisce a tavola con un trionfo di raffinati piatti. E’ la storia del palazzo Acampora di Agerola che da dimora patrizia di fine settecento e luogo di trame ordite all’ombra della corte dei Borbone è diventato una delle realtà più interessanti della ristorazione costiera. Merito degli eredi dell’antica famiglia originaria di Corfù; ma soprattutto merito dello chef Giuseppe Romano che, guidato dall’esperienza e dalla professionalità di uno chef stellato del calibro di Vincenzo Guarino, riesce a mettere a frutto, in modo impeccabile, le indicazioni che arrivano dallo chef Guarino che fa da supervisore alla cucina della “Corte degli Dei”, nome del ristorante del Palazzo Acampora. Nel bel cortile del palazzo, che conserva intatte alcune stanze con arredi e affreschi dell’epoca, l’esperienza a tavola diventa ancora più travolgente grazie ai consigli dei maitre e sommelier Luigi Capriglione e Antonio Iovine che, in perfetta sintonia con la cucina, completano un’offerta molto invitante che prevede anche ottimi abbinamenti ai vini dell’interessante carta che governano i due sommelier. E’ così che, appena seduti sotto gli eleganti ombrelloni, arriva a tavola un calice di Cominium (Maturano) metodo Charmat che accompagna uno stuzzicante aperitivo di benvenuto che si rivela in una Sfera di Provolone del Monaco e confettura di pera Pennata, Gambero Rosso impanato con pane Panko e gel di arancia rossa, airbag di Grano arso con stracchino di capra e Capocollo, wafer salato burro e Alici con granella di olive nere disidratate, tartelletta con latte cotto di bufala affumicato e coulis di basilico. Anche i pani, che arrivano in compagnia di un eccellente olio Dop delle colline sorrentine, raccontano delle raffinate scelte fatte in cucina. Solo così si spiegano piatti come il Cappuccino Salato: Pan Brioche croccante, crema di Patate, Spuma di Provolone del Monaco e polveri di Porcini e Patate Viola, un omaggio alla grandezza della cucina francese ed alle sue meravigliose zuppe. Ma tra gli antipasti ci sono anche piatti che sanno esaltare il meglio della tradizione mediterranea con la rivisitazione in chiave marinara di piatti classici come succede  con la Purea di Parmigiana con tagliatelle di calamaro cotte a bassa temperatura in acqua di mare, pesto di basilico, crema di Parmigiano, Chips e polvere di melanzane e zuppetta fredda di pomodoro. Anche i primi come il Tortello ripieno di Genovese di Manzo e il suo jus, gel alla cipolla di Montoro, spuma di Provolone del monaco e sedano croccante, riescono con originalità a descrivere l’idea di cucina dello chef che sa attingere dal repertorio classico della cucina partenopea per poi metterla in tavola con golose interpretazioni. Come succede anche per i dolci dove la ricotta e pera diventa una Mousse di Ricotta, crumble al cioccolato, spugna di Nocciola, cremoso al cioccolato, pere Caramellate, cialda biscotto, gel di Pera e sorbetto pere e zenzero.

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