Il limone di Sorrento entra in campagna elettorale. L’intervista con Cappiello dell’English Inn

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Con il suo colore giallo oro come il sole che lo matura ed il suo gusto intenso come la sua storia millenaria, il limone è il prodotto che più di tutti ha legato il proprio nome e destino a Sorrento. Tanto che essa che è considerata, nell’immaginario collettivo, la patria del limone. Precisamente dell’Ovale di Sorrento detto anche “femminiello” che per la sua bontà e qualità si è guadagnato il marchio di tutela Igp. Con il tempo è anche diventato ingrediente principale di alcune produzioni d’eccellenza, come il Limoncello ed il dolce la Delizia al limone, che rappresentano le pagine più conosciute della bella ed importante storia gastronomica della Campania. La Delizia, creata dal compianto pasticciere sorrentino Carmine Marzuillo, è composta da pan di spagna bagnata da uno sciroppo a base di limoncello e farcita di crema al limone. Mentre il Limoncello, ottenuto per infusione con le bucce di limone che si lasciano a macerare nell’alcool, è uno dei prodotti che ha avuto molta fortuna, arrivando persino a condizionare i fine pasto in mezzo mondo. Questa immensa ricchezza, che ha sicuramente un importante valore nell’economia cittadina, oggi non è più valorizzata come si dovrebbe.

Ed è questo uno dei crucci di Francesco Saverio Cappiello (English Inn) candidato nella lista Sorrento Rialzati che spiega

Stiamo perdendo di vista quella che è stata la nostra storia che ha radici profonde nella cultura contadina, perciò stiamo mortificando anche la nostra tradizione gastronomica e i nostri sapori autentici come quello del limone.

Perché?

E’ sicuramente anche colpa della globalizzazione dell’economia e dei gusti. Ma molto è dovuto all’incapacità di chi ha amministrato Sorrento negli ultimi anni di valorizzare adeguatamente questa immensa ricchezza.

E il risultato quale è stato?

E’ successo che invece delle granite di limone o anche delle premute d’arancio vendiamo i succhi di melagrano tra l’altro anche fuori stagione. Una scelta scellerata che mortifica la nostra identità e la nostra grande tradizione.

Che cosa propone?

Una sinergia tra l’assessorato all’agricoltura della Regione Campania, il comune di Sorrento e le associazioni dei produttori, per mettere in atto un vero e proprio progetto di rilancio del comparto. Un rilancio che passi per il recupero e valorizzazione degli agrumeti cittadini che devono diventare un museo a cielo aperto che spieghi sia ai turisti; ma anche alle nuove generazioni, ai nostri figli, l’importanza di questo prodotto e la storia che ci sta dietro. Un rilancio che vede coinvolto anche il mondo della ristorazione e quello dei bar.