Domenica prossima, a Sorrento, ci sarà il ballottaggio tra i due candidati a sindaco più votati, Corrado Fattorusso e Ferdinando Pinto. Mentre il terzo candidato, Raffaele Atttardi, che si è fermato al 7%circa, ha dichiarato di appoggiare, con l’apparentamento previsto dalla legge elettorale, Fattorusso. Chiediamo a Franco Cappiello che è stato candidato nella lista Sorrento Alzati, legata a Pinto, come legge questa scelta di Attardi e che previsione fa per domenica prossima?
Mi auguro che Ferdinando Pinto riesca a recuperare voti rispetto alla prima tornata e che diventi sindaco. Semplicemente perché sarebbe l’unica vera novità politica rispetto al recente passato. Una vera rottura che spiazza una mentalità vecchia che purtroppo hanno anche i candidati più giovani dello schieramento di Fattorusso.
Che intende per mentalità vecchia?
Intendo che si rifanno a modelli ideali del passato ad un modo arretrato di concepire la pubblica amministrazione e che non riescono a staccarsi dai loro padrini politici che anche se non sono più sindaci dei comuni limitrofi condizionano la politica di tutta la penisola. Mentre Pinto è fuori da questi giochi. Giochi che non fanno progredire la cultura politica necessaria per voltare pagina.
Quindi secondo lei Attardi ha fatto una scelta conservatrice? Eppure è stato chiaro e coerente citando Don Mazzolari che diceva a che serve avere le mani pulite se poi le tieni in tasca.
Guardi, le mani pulite che abbiamo tutti i protagonisti di questa tornata elettorale, nessuno escluso, le abbiamo tenute ben bene in tasca quando le dovevamo usare per indignarci rispetto allo scempio che ha fatto Coppola ed i suoi complici. Eppure tutti, ma proprio tutti, le abbiamo tenute in tasca. Perciò non riesco a capire la scelta di Attardi e la leggo come una scelta conservatrice. Anche perché nel suo programma elettorale aveva scritto che tutte le iniziative per Sorrento si sarebbero dovute intraprendere con amore. E non penso che Fattorusso sia il filosofo che possa sposare queste tesi; ma piuttosto un ragioniere della politica. Magari anche bravo a far quadrare i conti di un assessorato. Mentre oggi ci vuole altro. In questa fase c’è bisogno di gettare il cuore oltre l’ostacolo per rilanciare l’immagine deturpata di Sorrento e solo Pinto può lanciarsi in questa avventura che richiede coraggio, fantasia e una professionalità che guardi lontano.
Lei è stato candidato e non è stato eletto, ci è rimasto male?
Dire di no sarebbe una bugia. Io come tutti i candidati l’ho fatto per amore della mia città, con una differenza però. Ho rimarcato più volte, con orgoglio, le mie radici di socialista. Anche se candidato in una lista civica non ho nascosto le mie idee di progresso, solidarietà, e uguaglianza che hanno accompagnato la mia vita politica. E da vecchio socialista penso che, a Sorrento, sia il momento di voltare pagina.
