Una storia di sapori, solidarietà e di riscatto. Ovvero come la pizza più stravolgere il destino di un ragazzo e portarlo a cambiare vita. Siamo nella Napoli degli inizi degli anni duemila e Scampia è una delle piazze della camorra che arruola con facilità ragazzini con il compito di vedetta o di spacciatore. Luciano Spadatratta allora ha 14 anni e abita, con la sua famiglia, nelle vele di Scampia. Anche se la sua famiglia è onesta ed incensurata è difficile, in quel contesto, resistere al richiamo del guadagno facile. E questo lo sa la camorra che ha terreno fertile; ma lo sanno anche le istituzioni e le associazioni di volontariato.
Così Luciano viene coinvolto in un progetto per “ragazzi a rischio” che prevede un corso, della durata di due anni, di pizzaiolo con stage presso un locale di Napoli. E da quel momento inizia una nuova strada, per il ragazzo di Scampia. Una strada che lo porta a fare esperienza presso la rinomata pizzeria Mattozzi di piazza Carità a Napoli centro. Qui la famiglia Surace lo accoglie con piacere e lo segue passo passo. E’ lo stesso Lello Surace, capostipite della famiglia, che lo prende a cuore e gli insegna tutti i segreti dell’impasto e della cottura nel forno a legno. Per Luciano l’impatto è positivamente scioccante, il centro di Napoli gli sembra New York e l’idea di quel lavoro lo affascina sempre di più. Quindi finito il corso e divenuto maggiorenne entra nell’organico della pizzeria scalando tutti i gradini gerarchici. Oggi che Lello Surace non c’è più e l’attività è passata nelle, saldi, mani del figlio Paolo, rinomato maestro pizzaiolo, Luciano Spadatratta è diventato uno degli uomini di punta del forno Mattozzi. E le sue pizze fragranti, gustose, profumate di basilico fresco e dalla cottura ottimale, sono in linea con la qualità e la bontà che Paolo Surace propone ogni giorno.
Del Resto Paolo Surace continua una tradizione secolare iniziata nel 1833, anno di nascita della pizzeria Mattozzi, e ha saputo far diventare il locale un vero e proprio tempio del gusto autentico della pizza verace napoletana che attira napoletani e turisti a tutte le ore. Dopo circa duecento anni e tanta strada percorsa, questo locale è riuscito anche ad essere simbolo di riscatto, accogliendo e proteggendo un ragazzino “a rischio” che oggi, a 37anni, si prodiga per la pizzeria che è diventata la sua seconda famiglia che gli ha permesso di mettere su casa, sposarsi e avere tre figlie. Questa è la prova che dalle cose buone, come la pizza, nascono solo ottime occasioni. Ottime come la pizza al Filetto di pomodoro con mozzarella di bufala o la Margherita con provola e pepe che sono solo alcuni eccellenti esempi dell’infinita offerta gastronomica del locale che è anche ristorante. Ma in una pizzeria storica non può mancare la friggitoria. E da Paolo Surace si trova una delle migliori di tutta la città e dintorni dove il repertorio classico viene eseguito a regola d’arte e dove nasce sua maestà la pizza fritta, quella con cicoli, ricotta e pepe che fa a gara con la Margherita per il titolo di regina della tavola.
