Napoli. Da ‘A Figlia d’ò Marenaro la zuppa di cozze racconta l’animo della  città e del suo popolo

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Il locale di Assunta Pacifico è un omaggio al mare ed ai piatti che esso ispira

 

Il mare bagna Napoli. Non per contraddire il titolo del bel libro di Anna Maria Ortese; ma il mare a Napoli si rivela con forza nella sua anima più polare e verace. Soprattutto perché si rivela a tavola. La tradizione gastronomica marinara qui ha radici profonde, arriva da lontano. Arriva da sempre. Da quando gli uomini hanno iniziato ad abitare queste coste che dopo millenni sarebbero diventate un simbolo universale di bellezza. Una bellezza, però, da gustare anche in cucina, grazie ad un’infinità di piatti che con il tempo si sono trasformati in ambasciatori della gastronomia partenopea e nazionale. Ed è quell’anima verace e schietta della città che ha dato il volto al mare. O meglio ha trasformato i doni del mare in simboli che non parlano solo di cucina; ma anche di storia, fantasia ed amore. Ed è solo questo contesto, unico, che può spiegare il successo di Assunta Pacifico, A figlia d’ò marenaro, e della sua rinomata zuppa di cozze. La vita di Assunta Pacifica si intreccia con quella dei vicoli e quella del mare sin dalla tenera età, quando a sette anni già aiuta i genitori che gestiscono la trattoria Papucc ò Marenaro che si trovava a Porta Capuana. Da allora inizia a prendere dimestichezza con il mondo della ristorazione, con il mare ed i suoi prodotti; ma soprattutto con la varia umanità che popola i quartieri di Napoli ed il mondo intero. Oggi, in via Foria, proprio di fronte all’Orto Botanico, ha messo in piedi uno dei ristoranti più invitanti dell’intera Campania e la sua zuppa di cozze attira clienti da mezzo pianeta. La zuppa preparata con cozze di prima qualità, callose e gustose, accompagnate da pezzi di polpo cotto in modo impeccabile ed arricchita da un gambero ed uno scampo e poi irrorata con il brodo rosso (piccante) di polpo, resta il suo biglietto da visita: ma sarebbe superficiale fermarsi alla zuppa, che vede anche una versione 3.0 con astice e soffritto di mare preparato con calamari e polpo. Il suo ristorante è un omaggio al mare di Napoli ed alla cucina che esso ispira. Acquari e vasche con pesce freschissimo arredano un bel locale dai toni blu mare e sono il paniere da cui attingono gli chef per preparare dei sontuosi Crudi di pesce e di frutti di mare e maestose Tartare, classiche Insalate di mare o di polpo e cocktail di gamberi. Continuano i primi piatti con gli immancabili Spaghetti con vongole veraci o Linguine con Scampi imperiali o ancora Paccheri al granchio e Risotto alla pescatore. Poi ci sono i secondi con i dentici, le pezzogne, gli scorfani, i San Pietro e orate fresche di giornata che possono essere preparati al momento. O misti alla brace e le intramontabili fritture del Golfo e Baccalà proposto in più modi. Ma a Napoli non può mancare l’angolo della pizza e delle fritturine che qui completano un’offerta gastronomica che racconta della città del suo rapporto con il cibo e del suo rapporto con il mare. Perché Assunta Pacifico (nella foto con Vincenzo Graziano, uno dei responsabili della sala) è riuscita, con passione, a dare dignità ed un’anima ad un umile zuppa popolare, svelando al mondo che Napoli è una vera città di mare.