“No, forse, si… Anzi, si. Che pasticcio sull’hub !”, Pompei, parla la consigliera Maria Padulosi

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Maria Padulosi
Maria Padulosi

“No, forse, si… Anzi, si!”, è la massima utilizzata già sui social dalla consigliera comunale Maria Padulosi in merito al caso di don Merola, ma la riprende volentieri anche in questo caso, facendolo diventare il monito sul caso hub ferroviario di Pompei. In un’ intervista analizza l’ escalation dell’ operato di questa amministrazione comunale, ed interviene senza mandarle a dire e senza peli sulla lingua. Un’ analisi accurata ed attenta su alcuni passaggi dello scorso 2015, in cui ci svela alcuni retroscena oltre a chiarire la sua posizione su alcuni punti che hanno fatto e fanno ancora tanto parlare tutta Pompei, e non solo.

In che cosa pecca, secondo lei, questa amministrazione?

L’ amministrazione attuale trova seri problemi perfino nell’ organizzazione di cose semplici, come ad esempio la convocazione di una commissione. Anche negli atti della convocazione stessa ci sono incombenze che andrebbero curate con attenzione. Sto parlando di atti, che per come vengono a noi presentati, andrebbero annullati assolutamente. Da un anno e mezzo, questa amministrazione, ha accumulato errori su errori. Errori che riguardano sia la gestione, la competenza e, soprattutto, la programmazione. Se poi vogliamo dirla tutta, quale dei cinque progetti portati a termine, e che sono stati presentati con più conferenze stampa, ha la paternità di questa amministrazione? Nessuno. I progetti che oggi vediamo compiuti hanno tutti la firma delle vecchie amministrazioni. Vendersi lavoro, anche intellettuale, degli altri è di una disonestà unica.

Nel consiglio comunale dello scorso dicembre 2015, è stato approvato un punto che riguarda le modifiche al regolamento del consiglio comunale stesso. Cosa ne pensa lei di queste modifiche?

Su questo punto si leggerà molto e, soprattutto. Non solo per la questione delle ultime modifiche apportate al regolamento del consiglio stesso, ma anche inerente alle modifiche che risalgano a prima di queste. Non è possibile che si rimaneggi un regolamento per il funzionamento del consiglio comunale riducendo il quorum per poter approvare le delibere e per la validità della seduta. Prima di queste modifiche l’ articolo 65, che prevedeva, nell’ approvazione del bilancio, il voto esclusivo dei consiglieri di maggioranza e di opposizione, escluso il voto del sindaco, è stato rivisitato. Quindi, se le cose fossero rimaste così, saremmo andati ai voti con risultato di parità, essendo 8 consiglieri di maggioranza ed 8 di opposizione. La cosa, passata agli occhi di qualcuno a cui poteva dare fastidio, evidentemente, è stata, poi, tempestivamente modificata. Logicamente a favore della maggioranza. Senza parlare poi dei ritocchi che hanno apportato ai tempi a disposizione dei consiglieri per parlare. Un vero attacco alla democrazia.

Per quanto riguarda la vicenda della mensa scolastica, sempre vissuta nello scorso consiglio comunale?

Lo so che quando si sequestrano dei documenti c’è il segreto istruttorio. Però non c’è il segreto istruttorio sul fatto che ci sia stato un sequestro e se sono stati sequestrati degli atti significa che c’è stata una segnalazione su una certa irregolarità. La cosa più grave è quello che è successo al consiglio comunale, in cui io chiedevo se era vero o meno che fossero stati sequestrati degli atti e la risposta era stata, inizialmente, un “no” categorico, seguito poi dal “si” di un dirigente che si è visto mettere alle strette.

Più volte si è lamentata del sindaco, per quanto riguarda la sua poca partecipazione attiva in consiglio comunale.

Sul sindaco avrei tanto da dire. Vorrei sottolineare, però, un aspetto in particolare. Quando il sindaco ha nominato un avvocato perchè procedesse con una denuncia contro un fake sui social network che offende la sua immagina e quella di Pompei perchè lui stesso rappresenta la città, non ha pensato a quando, nell’ esercizio della mia funzione in consiglio comunale, mentre gli ponevo una questione delicata e complicata, lui si alza andando via, poi, ritornando, senza nemmeno scusarsi, non mi rivolge nemmeno la parola e non mi degna di una risposta? Lui che rappresenta la città, non sta offendendo, comunque, Pompei con questo atteggiamento? Perchè la città intera non può essere sorda a questi principi democratici. Altra cosa che dà molto fastidio ed è anche poco professionale è il continuo cavalcare il cavallo di battaglia, che nelle elezioni lo ha accompagnato verso la vittoria, cioè lo spettro dell’ ex sindaco D’ Alessio e l’ ex amministratore Lo Sapio.

Un’ altra cosa in cui si è più volte battuta ed imbattuta riguarda la questione, critica, della Casa Borrelli. Come, secondo lei, si potrebbe risolvere questa grossa problematica?

Personalmente, in campagna elettorale, nella Casa Borrelli non ci sono mai entrata, ma non perchè la questione non mi riguardava o interessava. Semplicemente perchè io sapevo che le condizioni in cui versava erano tali da non consentire di fare promesse, così come, invece, altri hanno fatto per guadagnare il voto. Avrei senz’ altro assunto, però, le mie responsabilità di fronte al problema ed avrei cercato una soluzione. Quello che ho sempre promesso, in campagna elettorale, è l’ onestà di fare quello che mi spetta e di farlo con lo spirito di servizio e con le mie competenze. Ho sempre ribadito che, se la legge sarà rispettata da tutti, a ricaduta ne avrebbero avuto beneficio tutti. Ma questa amministrazione non ha capacità e forze per risolvere la problematica di Casa Borrelli. Il vero problema, secondo me, è che la gestione, internalizzata, è difficile da portare avanti. Secondo il mio punto di vista bisognerebbe esternalizzare e, quindi, assegnare ai privati, competenti, questa gestione.

Sulla questione del logo?

Anche su questo, posso dire che c’è stata poca chiarezza. Ci è stata consegnata una documentazione, tra l’ altro poco chiara. Difronte alla denuncia fatta, il sindaco non ci ha ancora detto cosa ha intenzione di fare.

Cosa pensa della situazione che si creata a Pompei, sul caso hub ferroviario?

Potrei riassumere questa situazione con una frase, che ho già utilizzato in merito alla vicenda riguardante don Merola, prendendo ispirazione da Carlo Alberto di Savoia, passato alla storia come Re tentenna: “No, forse, si… Anzi, si”. Il sindaco difronte a questa situazione ha confermato il suo essere, forse, indeciso nel prendere una sua posizione certa. Io penso che un sindaco che si presenta sui tavoli a discutere con persone competenti, strutturate, navigate, come i tecnici del ministero, delle ferrovie dello stato, con la Regione, con il comitato esecutivo del grande progetto Pompei, e non spende una parola quando si sta parlando del nostro territorio e vota si, anche applaudendo, poi, in seguito, dice che non è d’ accordo, magari per non inimicarsi qualche amico della maggioranza, è sintomo che questa è un’ amministrazione incompetente. Questo fa capire che l’ attuale composizione dell’ amministrazione, 8 a 8, dimostra che il sindaco, evidentemente, è facilmente ricattabile. E’ un sindaco che oggi non ha ancora capito di che progetto si tratta, e la cosa non è assolutamente accettabile, specie se ha avuto, più volte, l’ opportunità di capire che ricadute, positive o negative che siano, ha il progetto sul nostro territorio.

Lei è pro o contro al grande progetto Pompei?

Io non ritengo che danneggi il territorio. Se consideriamo che circa 3 milioni di turisti hanno visitato gli scavi archeologici, e nel contempo tirando le somme anche per Pompei centro in riferimento a questo dato è stato visto che non ci sono stati giovamenti da queste visite turistiche, quindi non è cambiato nulla. Il progetto dell’ hub ferroviario, anzi, eviterebbe ai turisti di vedere il degrado in cui versa la città, magari portando un’ immagine di Pompei nel mondo diversa da quella che è. Più che altro, io, mi sarei preoccupata di creare giuste attrazioni al centro di Pompei, e soprattutto di curarla, rendendola accogliente, cosi come ha ribadito il ministro Franceschini.