Domenica 14 giugno torna a Piano di Sorrento il Mercato della Terra, l’iniziativa di Slow Food che riunisce i produttori della penisola e della Campania per raccontare la storia, la cultura e la qualità del cibo che nasce dalla terra. L’appuntamento dalle ore 9:00 alle 13:00 nel mercato ortofrutticolo cittadino, vedrà la partecipazione di 14 produttori provenienti dalla penisola sorrentina e da tutta la regione. Alle ore 11:00 si terrà il Laboratorio del Gusto sull’Amarena dei Colli di San Pietro. Un frutto che stava scomparendo e la Comunità Slow Food ha scelto di salvarlo. Per anni l’Amarena dei Colli di San Pietro ha rischiato di scomparire. Oggi si può ancora raccoglierla, trasformarla e degustarla grazie all’impegno della Comunità Slow Food, guidata dal suo portavoce Mario Persico, e al contributo di produttori, cittadine e cittadini che hanno scelto di custodire questo prezioso patrimonio agricolo e culturale. Protagonista del laboratorio sarà la cuoca della Comunità Luisa Gargiulo, che accompagnerà alla scoperta delle antiche ricette locali e dei saperi tramandati di generazione in generazione per trasformare l’amarena in una conserva capace di raccontare il territorio in ogni stagione. Accanto alla tradizione, la scienza: Camilla Celentano guiderà in un viaggio tra chimica e nutraceutica per comprendere cosa accade all’amarena nelle diverse tecniche di conservazione e quali caratteristiche rendono questo piccolo frutto così prezioso dal punto di vista nutrizionale. Perché alcune tecniche di conservazione sono nate proprio nelle case contadine? Cosa cambia dal punto di vista chimico tra metodi diversi? Quali sostanze benefiche custodisce l’amarena? Perché salvare una varietà locale significa proteggere biodiversità, cultura e identità? Queste le domande a cui il laboratorio risponderà. Un incontro che unisce memoria, ricerca e futuro, per scoprire come una comunità possa fare la differenza nella tutela di un prodotto che rischiava di scomparire. Perché dietro ogni amarena dei Colli di San Pietro c’è una storia di persone, di territorio e di resistenza. E perché il cibo è davvero *buono, pulito e giusto* quando custodisce la biodiversità e le comunità che la rendono viva.
