I vini di Indovino: il sommelier recensisce Il Pallagrello Bianco prodotto con l’uva di Ferdinando IV di Borbone

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Terre del Volturno Pallagrello Bianco IGP, Caiatì, Alois, 2015
Ci troviamo a Pontelatone, in provincia di Caserta, alle pendici dei Monti Caiatini. Qui Michele Alois, imprenditore serico nell’attività di famiglia, ha realizzato il suo sogno: un vigneto, la cantina ed una casa rurale borbonica. Il nome Alois fa parlare di sè dal 1885, anno in cui è nata in quel di San Leucio un’azienda commerciale che è divenuta, poi, una vera a propria industria tessile specializzata nella seta e famosa per la qualità dei suoi tessuti, presenti nelle sale più prestigiose del mondo. San Leucio non’è famosa soltanto per la seta, ma anche per la Vigna del Ventaglio: un semicerchio diviso in 10 spicchi, in cui venivano coltivate le 10 varietà preferite di Ferdinando IV di Borbone. La viticoltura, rimasta radicata nel territorio, era proprio un sogno nel cassetto di Michele che si è avverato nel ’92, anno in cui ha dato vita alla sua azienda vitivinicola. L’intento era di produrre vini per consumo proprio, ma l’intraprendenza del figlio Massimo, uomo chiave, ha prortato la Fattoria Alois a divenire un’Azienda affermata grazie alle sue abilità maturate nel settore commerciale della seta, costruendo intorno a sé una rete fatta di collaboratori con cui avere un vero e proprio contatto umano ed un controllo diretto in ogni singola fase. La vera svolta è arrivata in seguito con Riccardo Cotarella, winemaker di fama nazionale, e prosegue sotto le redini di Carmine Valentino. Questo’oggi sono qui a parlarvi del Caiatì, un bianco da Pallagrello in purezza, una delle 10 varietà coltivate nella Vigna del Ventaglio. Tinto di un vivido giallo oro, al naso sprigiona profumi di pompelmo, ananas matura, millefiori, erbette aromatiche, camomilla, curcuma, pepe bianco e gesso. Il sorso è altrettanto ricco ed equilibrato: il calore alcolico e l’avvolgenza sono ben bilanciati da freschezza e sapiditá, ed una lunga chiusura dai toni erbacei, minerali e di miele. Un bianco da bere a 10°C con un piatto di Spaghettoni con Alici, cime di Rapa, Pinoli tostati e Parmigiano.    RUBRICA A CURA DI ANTONIO INDOVINO , Sommelier dello Yacht Club di Marina di Stabia, Degustatore Ufficiale e Responsabile del GDS AIS Penisola Sorrentina