Alla Fattoria di Nonno Gildo di S. Maria la Carità Raffaele Palomba propone particolari tagli di carne cotti alla brace

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L’ agriturismo che con gusto rispetta la natura

Solo un sano ritorno alla natura può contribuire alla costruzione di un futuro migliore. Questo tema che da alcuni anni coinvolge la politica mondiale in un dibattito che purtroppo non trova tutti d’accordo su come affrontarlo, passa anche per un modo inedito di concepire il rapporto con il cibo. Un modalità nata con l’avvento degli agriturismi che stanno contribuendo a rieducare il gusto di tante persone che popolano le metropoli e vivono di solo supermercati perdendo ogni contatto con la reale natura di ciò che mangiano. Oggi per fortuna è possibile organizzare una gita nelle immediate periferie delle città per vivere una giornata all’aria aperta e far conoscere ai propri bambini quali animali fanno l’uovo che mangiano o il latte che bevono. E’ possibile, facendo pochi chilometri, partecipare alla vita della fattoria raccogliendo le olive o l’uva a secondo della stagione e rendersi conto di persona come si fa il vino, l’olio, le confetture, il miele o la mozzarella. Gli agriturismi, quindi, hanno una funzione didattica che aiuta a conquistare sempre più coscienze ad avere rispetto della natura e dei sui cicli stagionali e offrire al tempo stesso cibo sano, genuino e gustoso. Tra chi ha fatto questo percorso, partendo da tre generazioni,  per proporsi come un punto di riferimento per gli amanti della natura della zona è l’agriturismo la “Fattoria di Nonno Gildo” di via Mottà Carità, 47 di Santa Maria la Carità, ai piedi dei Monti lattari. La struttura condotta da Maria Abagnale, nipote di nonno Gildo, offre uno spaccato della migliore tradizione agricola del sud Italia con l’allevamento di bovini, suini, polli, capre, pecore, colombi, tacchini, fagiani e conigli, cresciuti in modo naturale e nel rispetto dell’animale e dei suoi cicli vitali. Dai maiali  vengono prodotti i salumi, le pancette, la salsiccia ed i cotechini paesani. Ma c’è anche l’orto con le sue verdure fresche che variano con il variare delle stagioni e le conserve e marmellate prodotte sul posto e acquistabili nello spaccio della struttura. Uno dei punti di forza dell’intero agriturismo, dal punto di vista strettamente gastronomico, è la brace e tutto ciò che ci finisce sopra. Quest’angolo della struttura è governato dal giovane Raffaele Palomba (figlio della signora Abagnale) che si occupa della carne dalla frollatura, al taglio fino alla preparazione ed alla cottura. Tra le preparazioni di Palomba spicca la bistecca Tomahawk che si ricava dalla parte anteriore della lombata di manzo. Il taglio tomahawk, arriva dalla tradizione australiana e la sua forma richiama uno strumento di difesa degli aborigeni grazie al lungo osso, trenta centimetri di costola  che viene lasciato intero. Poi ci sono i piatti della cucina aperta tutte le sere tranne il lunedì. Mentre il sabato e la domenica anche a pranzo. Qui lo chef Antonio D’Aniello propone tutta la tradizione contadina nei menù del giorno; mentre per i gusti dei giovani clienti insieme a  Raffaele Palomba imbottisce  una serie di panini tra cui spiccano il “Galletto“ con hamburger di Black Angus 200g , burrata ,pomodori secchi , speck e il “Montone “ con doppio hamburger, provola, insalata, uovo al occhio di bue e pancetta croccante.