La forma è sostanza. Sempre. In tutte le cose della vita. Ma soprattutto in arte, dove il linguaggio trasmette il messaggio che si vuole proporre. E questo vale anche in cucina. E ancor di più in pasticceria. Dove (senza scomodare il concetto di estetica che nasce in filosofia in epoca moderna, intorno alla meta del ‘700) il suo significato si sublima in un intreccio esemplare tra bellezza e sapore, tra perfezione e bontà. Ed è proprio quello che succede alla pasticceria “Le Torte di Renato” di Battipaglia. Basta entrare nel locale, di via Baratta, che Renato Ardovino ha trasformato in un suo personale museo del gusto, per capire che qui la filosofia impressa dallo chef percorre i sentieri dell’eleganza e dell’armonia, dove niente è lasciato al caso. Arredo, colori delle pareti, banco della pasticceria, tavoli, vetrine, divani, vasi e soprammobili, sono stati scelti e posizionati personalmente da Ardovino che è riuscito a confezionare con rara raffinatezza la cornice ideale per le sue ottime torte. Torte così belle che sembrano un complemento d’arredo studiate da un grande designer appositamente per decorare questo tempio dell’arte bianca.
Ma la mano è una sola e uno solo è il designer ed ha la stessa identica bravura, sia nel locale che nel laboratorio. Sia ad immaginare la forma che a dare sostanza alla propria arte. E la sostanza è un’esplosione di colori e sapori che prendono il nome di Charlotte alle fragole, Millefoglie o Torta Sacher, Crostata di ricotta o Selva Nera, comunque dolci dal gusto seducente ma equilibrato e che si fanno mangiare fino all’ultima briciola. Un’altra caratteristica unica di questa pasticceria, che riempie gli occhi con la sua dolce esposizione, è la grande varietà e la struttura delle torte che danno un tono internazionale al locale; ma anche al menù. Ardovino, che impasta con amore da circa trent’anni, è stato bravo ad ispirarsi alla grande pasticceria francese; ma anche a quella mitteleuropea che ha il suo cuore a Vienna. Ed alcune delle sue torte alte quanto un cappello a cilindro sono proprio un omaggio a quella cultura. Come sono un omaggio alla tradizione campana e partenopea la Pastiera e la popolare Torta di crema, senza dimenticare la grande pasticceria siciliana con la sua Cassata che qui ha le perfette decorazioni barocche ed i colori che ricordano il sole del sud, per non parlare della ricotta che dona un gusto unico a questo dolce che non fa rimpiangere Palermo.
Ma ci sono altre incursioni nella pasticceria internazionale con la Cheesecake o la Dacquoise ricotta a cachi, la Meringa al limone, la Saint Honorè o ancora la Mont Blanc, per poi tornare casa con la Torta di Babà o la Torta Mimosa. Ci sono anche altre dolci creazioni del maestro come i frutti ripieni di crema che riposano in frigo per essere sempre fragranti al taglio ed al gusto. L’elenco continua con i lievitati che a Pasqua e Natale prendono la forma della Colomba e del Panettone e con le torte decorate che oggi si definiscono Design Cake, rifinite con una meticolosità maniacale. Una mania che spiega non solo la bellezza di questi dolci ma anche il loro sapore che senza enfasi giustifica una passeggiata a Battipaglia
