I tre scesi in campo più che candidati a sindaco sembrano tre agnelli da sacrificare sull’altare della democrazia, per adempiere ad uno stanco rito di legge
Una città distratta, assente. Una città assorbita esclusivamente dai suoi traffici legati al turismo che qui fa presagire, Trump e Ayatollah permettendo, un altro anno da tutto esaurito. Ma rispetto alla scadenza elettorale, che in qualunque comune d’Italia scatenerebbe la corsa al voto con manifesti, comizi, annunci, cene, convegni, qui non c’è minima traccia di elezioni. Per chi viene da fuori non c’è alcun segnale visibile che tra meno di un mese si devono rieleggere sindaco e consiglio comunale. Eppure, il 24 e 25 maggio sono vicini. Anzi più si avvicinano e più la città, nel suo complesso, fa finta di niente. Sorrento e l’intera comunità che vi risiede sta vivendo uno dei momenti più bui e difficili di tutta la sua storia millenaria, smarrendo completamente la sua identità. I fatti che hanno portato a questa situazione paradossale ed alle elezioni comunali sono noti: l’arresto, nel maggio scorso, del sindaco Coppola e dei suoi sodali per aver costruito un sistema che li portava ad intascare tangenti su appalti pubblici e altre attività del comune. Eppure da maggio scorso è passato un anno, e mentre il comune è stato amministrato da un commissario prefettizio, la cittadinanza anziché riflettere su quanto accaduto, ha rimosso completamente tutto facendo finta di niente. Una fuga dalla realtà capeggiata da tutta la classe politica. Tutta: di destra, di centro e di sinistra. Tanta è stata grande la figuraccia a livello internazionale, tanto grande è stato il silenzio dell’intera comunità che, dopo lo choc iniziale, ha solo bisbigliato. Nessuna lista civica e nessuno partito politico ha avuto l’esigenza di prendere posizione con un pubblico manifesto, con una pubblica riunione o con una qualsiasi iniziativa che invitasse i cittadini a dibattere sulla vicenda. Anche durante la campagna elettorale per le ultime Regionali, i candidati venuti a Sorrento, a chiedere voti, hanno evitato di parlare del tema più importante e cioè di quello che è accaduto a maggio e come uscirne. Si è scelto, da parte di tutti, proprio di tutti, di stare zitti. E se si esclude il chiacchiericcio sui social, non si sono prese distanze pubbliche che avrebbero aperto una prospettiva nuova per Sorrento. Ed è ovvio che una realtà che stenta a prendere coscienza della propria condizione non riuscirà mai a fare i conti con se stessa. Sorrento fino ad oggi ha evitato questa autoanalisi, ha evitato di tirare le somme rendendo veramente difficile riaccendere la speranza di un riscatto civile. Dopo mesi trascorsi invano, dove tardivamente si è levata qualche isolata voce della società civile e della chiesa locale, si è arrivati alla scadenza elettorale quasi per inerzia e nell’assenza totale del necessario dibattito politico. Infatti ancora non si conoscono ufficialmente i programmi dei tre candidati. L’ex sindaco Ferdinando Pinto, l’ex sindaco Raffaele Attardi e l’ex assessore del comune di Sant’Agnello Corrado Fattorusso più di tre candidati a sindaco sembrano tre agnelli da sacrificare sull’altare della democrazia, tanto per adempiere al rito delle elezioni previste dalla legge. Senza campagna di ascolto, senza partecipazione attiva da parte della città e soprattutto in una realtà che ha smarrito la propria identità e la propria anima, per i tre candidati sarà un’impresa titanica spiegare la propria idea di Sorrento. Attardi, Fattorusso e Pinto possono miracolosamente recuperare il dialogo con la città e svegliarne la coscienza solo se hanno il coraggio di mettere al centro del dibatto politico i cittadini di Sorrento, cioè chi qui è nato e risiede. Un dibattito che non può prescindere dal diritto alla casa sul suolo natio, dal diritto alla mobilità, dal diritto ad un mare veramente pulito, dal diritto ad una qualità della vita che coniughi gli interessi degli operatori turistici con quelli dei cittadini. Ma soprattutto, non può prescindere, dal diritto di avere una classe politica onesta che prenda le distanze dal passato e accompagni i cittadini verso un futuro più sereno.
