Nel cocktail bar più piccolo della capitale masterclass di Carlo Gargiulo e drink inediti del bartender Tumi Sachs
Si è tenuta lo scorso 9 luglio una serata speciale che ha visto Amaro Don Carlo, il pluripremiato liquore artigianale alle erbe di Eboli di Carlo Gargiulo e Angela Caliendo, protagonista al Lonely Avenue Cocktail Bar di Roma, un locale nel cuore del quartiere Testaccio noto nella capitale per essere sinonimo di bere di qualità. L’evento si è aperto con una masterclass a cura di Carlo Gargiulo che ha illustrato al pubblico presente la storia del prodotto, le tecniche di realizzazione, le tradizioni del territorio, il profilo aromatico, i possibili utilizzi e i progetti futuri. E’ stata l’occasione, dunque, per offrire agli ospiti la possibilità di fare un viaggio, affascinante e approfondito, negli aspetti numerosi e complessi che si celano dietro la bottiglia.
“La storia di questo amaro nasce circa trentacinque anni fa grazie a mia moglie, Angela Caliendo. Fin da ragazza amava sperimentare in casa e creare ricette proprie. Quando abbiamo ripreso l’attività di famiglia, un’azienda storica che quest’anno celebra sessant’anni di attività, abbiamo deciso di realizzare qualcosa che ci rappresentasse davvero. È stato allora che Angela ha iniziato a lavorare a questo progetto”, così inizia il suo intervento Carlo Gargiulo. Un progetto che nasce non solo con l’intento di produrre un buon amaro ma di “valorizzare il territorio in cui viviamo. Ci troviamo nell’entroterra tra le province di Salerno e Napoli e abbiamo sempre desiderato portare fuori dai confini locali le eccellenze della nostra terra, raccontandone la qualità e la tradizione attraverso quello che produciamo”. Grande la prospettiva di evoluzione di Amaro Don Carlo nel tempo come sottolineato da Carlo stesso. “Nel corso degli anni abbiamo effettuato diverse degustazioni verticali. Recentemente, durante un incontro con alcuni giornalisti americani, abbiamo aperto la prima bottiglia imbottigliata nel 1993”. E continua: “L’evoluzione mostrata è stata sorprendente: il colore era diventato ancora più intenso e il profilo aromatico completamente diverso rispetto a quello attuale. Naturalmente la ricetta è stata perfezionata negli anni e oggi il prodotto ha raggiunto un equilibrio che allora non avevamo ancora ottenuto”. Interessanti e competenti le domande che sono state rivolte durante la presentazione come quelle relative alle diverse temperature di degustazione e il legame tra la produzione artigianale e i riconoscimenti internazionali. Per l’occasione, il bartender Tumi Sachs ha preparato quattro cocktail inediti, tutti a base di Amaro Don Carlo. Tumi Sachs, ex Head Bartender al Marchese Amaro Bar con un bagaglio di importanti esperienze in locali di alto livello e in hotel di lusso nel mondo, è specializzato nella miscelazione con gli amari ed ha la sua base proprio a Roma dove condivide, con dedizione e passione, conoscenze e creazioni con gli appassionati di amari provenienti da tutto il mondo. Ispirandosi alla bicicletta, alla locomotiva e alla mongolfiera presenti sull’etichetta, sono stati creati e proposti drink di epoche diverse che evidenziano la versatilità del suo carattere: un vintage del proibizionismo, un classico senza tempo e un classico della nuova era.
Questi nel dettaglio i cocktail proposti in degustazione.
Penicillin: Blended Scotch, Amaro Don Carlo, Ginger, Lemon
Naked & Famous: Tequila bianco, Amaro Don Carlo, Limoncello, Lemon
Martínez: London Dry Gin, Amaro Don Carlo, Maraschino, Bitters
Little Italy: Rye Whisky, Amaro Don Carlo, Vermouth Blend
