Suicide Squad: l’importante è essere cattivi

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Non si può negare: quest’anno, cinematograficamente parlando, è uno dei più strani di sempre. Non parliamo semplicemente della statuetta d’oro che staziona nelle affettuose e felici mani di Leonardo di Caprio, ma soprattutto di quello che ci hanno fatto vedere Marvel e DCComix. In quest’anno, infatti, ci si è divertiti a vedere come i buoni avevano come diretti rivali altri buoni: da una parte Batman affronta Superman, dall’altra Ironman affronta Capitan America, dando il via ad una lotta intestina nell’intero mondo Marvel.
In questi termini, Suicide Squad rappresenta il totale inverso a questa tendenza. Questa volta infatti, saranno i “cattivi” ad essere forzati ad una reunion con lo scopo di fare qualcosa di buono. Personaggi di spicco saranno Deadshot, sicario, esperto di armi da fuoco, capace di sbagliare un colpo solo quando vuole, ed Harley Quinn, ex psichiatra, manipolata dal Joker, che è stato capacissimo a tirare fuori tutta la sua pazzia e di farne una moglie perfetta.
In un mondo che ancora sente le conseguenze della comparsa e della successiva sparizione di Superman, e che ancora non può fare a meno di accusare un incredibile complesso di inferiorità, l’essere umano è pronto a tutto pur di salvaguardarsi da un possibile prossimo Superman, che potrebbe non essere disposto a vedere le regole umane come qualcosa di accettabile.
Ma come ci si può difendere da qualcosa di indistruttibile? Come ci si può preservare contro un essere che è molto vicino al Dio piuttosto che all’umano? L’idea di declassare Superman non è minimamente fattibile. Allora la soluzione è quella di elevarsi al suo livello. Ed il modo per farlo è quello di raggruppare tutti i supercattivi, siano questi metaumani, siano questi umani ma con doti e deviazioni molto particolari. Se sei capace di controllare esseri come questi, non sei molto lontano dall’essere un Dio.
Il conflitto tra bene e male viene messo, almeno all’inizio in Suicide Squad, da parte. La parola d’ordine è sicurezza, ed il fine giustifica i mezzi. Questo significa che si è pronti a tutto, anche sfruttare debolezze di un comune essere umano, anche ricattare e sfruttare con la promessa di un’ eventuale libertà, anche riservare un trattamento tutto fuorché umano a chi combatterà una guerra non sua.
Per quanto possiamo essere umani, non sarà semplice schierarsi dalla parte di Amanda Walker, che dal primo momento contribuirà ad alimentare il conflitto che man mano verrà sempre più a galla tra buono e cattivo. Quanto può essere a tutti gli effetti disonesto un sicario, pronto a mettere le carte in tavola e mettersi in mostra per quello che è? Quanto una Harley Quinn la cui colpa è quella di aver regalato le proprie fragilità ad un folle? Quanto può essere buona Amanda, pronta a creare e sfruttare un amore quasi indissolubile tra un uomo ed una donna posseduta da un’entità magica, a sua volta soggiogata da Amanda stessa che ne possiede il cuore?
Non sarà un film, per quanto divertente e sicuramente interessante, ad andare oltre una creazione di dubbi e domande molto più filosofiche e serie di quanto si possa pensare. Sicuramente una lezione ce la darà Deadshot, che dall’alto dell’amore per la figlia, ci aprirà la mente, e ci ricorderà che le variabili da considerare sono tante.

Vi consigliamo, come sempre, il Cinema Multisala Eliseo di Poggiomarino