Dal Vomero a Sant’Antimo, dieci anni dopo il primo store, Egidio Cerrone continua a reinventare la tradizione napoletana tra rosette, ricette popolari e cucina contemporanea. Dopo “Genovese Astrospaziale” e “Braciola Supernova”, il 20 maggio debutta il terzo capitolo della saga. Dieci anni dopo l’apertura del primo store al Vomero, Puok continua a evolversi senza perdere il legame con le proprie radici. E lo fa tornando simbolicamente al punto di partenza: la rosetta napoletana, il pane che ha accompagnato gli inizi del progetto nato il 5 giugno 2016 e diventato negli anni un riferimento nazionale nel mondo del panino contemporaneo.nIl 20 maggio arriva infatti “Cacciatora Interstellare”, nuovo panino firmato da Egidio Cerrone che chiude la trilogia cosmica iniziata con “Genovese Astrospaziale” e proseguita con “Braciola Supernova”, due creazioni diventate manifesto di una nuova idea di street food partenopeo.
Un percorso che ha segnato un punto di svolta nell’identità del brand.“Genovese Astrospaziale” è stato infatti il vero game changer dell’universo Puok: il panino che ha aperto una nuova fase creativa, trasformando grandi piatti della tradizione napoletana in esperienze da mangiare con le mani. Non semplice comfort food, ma un lavoro di tecnica, stratificazione del gusto e ricerca produttiva. Da lì nasce una vera e propria saga identitaria. Prima la genovese reinterpretata in chiave contemporanea, poi “Braciola Supernova”, il secondo capitolo dedicato ad un altro piatto tradizionale, completamente destrutturato. «Ci piaceva l’idea di prendere un sapore iconico della cucina napoletana e trasformarlo in qualcosa di esplosivo – racconta Egidio – La Supernova è l’esplosione più bella dell’universo, e questo panino doveva dare la stessa sensazione». Adesso il viaggio si completa con “Cacciatora Interstellare”, nuovo episodio della trilogia che porta dentro il pane uno dei gusti più popolari e familiari della cucina italiana: il pollo alla cacciatora. La nuova ricetta prevede pezzi di pollo e pelle di pollo fritti, conditi col sugo stesso della cacciatora e ripassata al forno, una salsa verde al prezzemolo e infine la maionese – ancora una volta – al sugo di cacciatora. Un equilibrio tra intensità, succulenza e memoria gastronomica che segue la filosofia ormai consolidata del progetto. Il concetto resta lo stesso: trasformare la cucina tradizionale in una “marenna del futuro”. «L’idea è che una persona possa mangiare con dieci euro un vero piatto tipico napoletano, tenendolo tra le mani – ha aggiunto Egidio – Non fast food, ma cucina popolare evoluta». E per lanciare il nuovo panino Puok ha puntato su uno dei suoi memorabili videoclip lanciati sui social che strizzano l’occhio al grande cinema. E se nei primi aveva omaggiato film come “Le iene” di Tarantino o la saga di “Ritorno al futuro”, stavolta i riferimenti sono tutti per “Breaking Bad” con una versione al femminile del temibile Gus. Il tutto fa parte di una visione che negli anni ha portato il brand a crescere ben oltre il primo locale del Vomero, replicato poi a Spaccanapoli. A febbraio è stata inaugurata la terza sede, a Sant’Antimo: un grande hub su più livelli con spiazzale esterno, ispirazione americana, selezione musicale dedicata, laboratorio centralizzato e punto vendita. Un’espansione accompagnata anche dai riconoscimenti nazionali. Recentemente Puok è stato premiato a Milano da Bargiornale come miglior paninoteca d’Italia, consacrando un percorso partito quasi per gioco e diventato oggi uno dei casi più interessanti della ristorazione informale italiana.
